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Lavoro

Usiamo l'apprendistato senza più ambiguità

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In realtà, l’apprendistato in diritto dovere per i ragazzi giovani e quello in alta formazione per i laureati sono già previsti dalla legge, ma purtroppo non sono state create le condizioni - tanto nazionali che regionali - per renderli davvero utilizzabili. Questa situazione tende così ad avvallare una dinamica in cui la scuola può continuare a rimanere autoreferenziale e sempre più distante dal “mondo reale”, considerando la formazione tecnico-professionale come una forma “di serie b”, su cui orientare solo coloro che vengono ritenuti “i peggiori” dall’attuale sistema scolastico.

È così infatti che, ahimè, si finiscono per aumentare le schiere di diplomati e laureati che potremmo definire “disoccupati potenziali” - quasi venissero improvvidamente pianificati e generati dalle gravi imperizie del sistema descritto - mentre si allontanano numerosi, bravi, giovani dalla possibilità di ereditare il grande patrimonio di lavoro manuale che contraddistingue il nostro popolo, con la perdita di tutte le, connesse, opportunità lavorative.

Così come, altrettanto gravemente, si finisce per ostacolare i giovani più dotati, al termine del percorso di laurea, impedendo loro di competere nel mondo, e sospingendoli di fatto a recarsi all’estero. Considerando che la disoccupazione giovanile nel nostro Paese sta viaggiando intorno al 40%, è forse il caso di chiederci che cosa aspettiamo ancora a intervenire. Cos’altro deve accadere?

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