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RIFORMA PENSIONI/ Airaudo (Sel): no alla flessibilità, abbassiamo l’età minima (ma non per tutti)

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Abbiamo presentato una proposta che prevede la salvaguardia di tutti i lavoratori interessati attraverso un fondo che sarà finanziato a seconda delle esigenze e non come adesso che è a esaurimento. L’abbassamento dell’età pensionabile, inoltre, è funzionale anche a risolvere la vicenda degli esodati. Gran parte dei quali, in realtà, sono veri e propri licenziati che, a causa dell’inasprimento dei requisiti non riescono ad andare in pensione.

 

Dove si trovano le risorse per fare tutto ciò?

E’ un problema di volontà politica. Si può, per esempio, aumentare la tassazione sulle frequenze radiotelevisive, usare in  maniera diversa i proventi dell’Imu o regolamentare la tassazione del gioco d’azzardo che, attualmente, è decisamente instabile (posto che, a mio avviso, andrebbe limitato: solo in Italia esiste una correlazione così alta tra pensioni basse e patologie legata a una ricerca disperata di fortuna).

 

Lei è favorevole a un prelievo sui redditi e sulle pensioni superiori a 90mila euro?

Direi di sì. Si possono trovare varie formule: un prelievo piccolo e permanente, o straordinario e significativo potrebbero rappresentare un importante segnale sul fronte dell’equità, benché, dal punto di vista quantitativo, senza grandi effetti. 

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