BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CONSERVATORI/ I difensori del posto fisso stanno ammazzando l’Italia

Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Susanna Camusso (Infophoto) Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Susanna Camusso (Infophoto)

A chi lamenta che l’Italia avrebbe il record della flessibilità, Maurizio Ferrera, professore all’Università di Milano, ricorda che altrove esistono persino contratti a zero ore, nei quali a fronte di una totale disponibilità dei lavoratori le imprese non garantiscono neppure un’ora di salario. È vero che in Italia permangono problemi seri, come l’assistenza sociale, la base retributiva più bassa della media europea, e soprattutto la formazione. Ma una cosa è colmare il divario, tutt’altra rifiutare per principio quella flessibilità (in entrata, in uscita, in fabbrica e nell’ufficio) ormai connaturata al lavoro in questa epoca storica.

L’elogio del posto fisso è il vessillo della conservazione. Cosa uscirà dalla conversione in legge del decreto e dall’accordo sull’Expo rappresenta, dunque, una cartina di tornasole. E conterà, agli effetti del giudizio sull’Italia, tanto quanto lo spread e il debito pubblico. Anzi, in teoria dovrebbe contare ancor di più, perché debito e tassi sono una fotografia del passato, il lavoro è l’ipoteca sul futuro.

© Riproduzione Riservata.