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RIFORMA PENSIONI/ Tra news e “privilegi”, i consigli per scriverla pensando anche ai giovani

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Il Governo sta ragionando su altri interventi correttivi della Riforma Fornero, quali maggiore flessibilità in uscita dal lavoro e la cosiddetta staffetta generazionale, provvedimenti che nascono con le migliori intenzioni, ma la cui efficacia è tutta da verificare. Si tratta però di interventi che non risolvono in maniera strutturale uno squilibrio generazionale che si fa sempre più marcato nei fatti e nei numeri, ma di cui spesso nemmeno i giovani riesco ad avere piena coscienza, così naturalmente focalizzati e concentrati sull’inserimento nel mondo del lavoro, sul costruirsi, passo dopo passo, la propria vita.

In un mondo che sempre più andrà vissuto alla giornata, difficilmente il pensiero arriva così lontano da riuscire a ragionare seriamente e consapevolmente di qualcosa che si percepisce così lontano, sbiadito e indefinito, ma che potrebbe riservare sorprese poco piacevoli alle giovani generazioni di oggi. Il futuro potrebbe essere così beffardo con queste generazioni, al punto che, quando arriverà il loro momento, l’Italia potrebbe davvero non essere più un Paese per vecchi.

In tal caso tanto di cappello, vorrebbe dire essere riusciti a cambiare qualcosa che oggi appare marmoreo e inamovibile e forse aver salvato un Paese dal sicuro declino. Con il rammarico che, per queste generazioni, sarebbe forse l’ennesima beffa.

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