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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Centrella (Ugl): esodati e flessibilità, i ritardi del governo sono preoccupanti

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Se la scelta fosse fatta dal lavoratore su base volontaria, non abbiamo nulla in contrario.

 

Non teme che le penalizzazioni del 2% sommato a quelle insite nel sistema contributivo possano rendere l’importo della pensione inadeguato a condurre una vita dignitosa?

Il rischio esiste. Sarà necessario che prima di muovere qualunque passo, la commissione Lavoro e i tecnici dei ministri effettuino tutti i calcoli opportuni. E’ indubbio che se già adesso l’assegno è ridotto, con la proposta Damiano lo sarebbe ulteriormente.

 

Si tratta, in ogni caso di misure che non sono a costo zero. Dove si trovano le risorse?

Spetta a chi governa capire dove reperirle. Quel che è certo, è che ci sono svariati capitoli della spesa pubblica che si possono tagliare, e un’infinità di sprechi che vanno eliminati.

 

Cosa ne pensa del dibattito sul maxiprelievo sui i redditi da lavoro e pensione eccedenti i 90mila euro?

Credo che sia giusto estendere il prelievo a tutti. Non si capisce perché la misura dovrebbe riguardare esclusivamente una certa categoria. Chi guadagna di più deve pagare di più.

 

A che punto siamo con gli esodati? 

 Siamo in stand by. L’unica soluzione accettabile consiste nell’individuare un provvedimento che tuteli in una volta sola tutte le persone che sono state danneggiata dalla fretta con cui è stata varata la riforma delle pensioni. Non è pensabile continuare  a procedere escogitando di volta in volta delle formule di salvaguardia a seconda di chi si trova o rischia di trovarsi nella condizione di esodato a breve termine.

 

(Paolo Nessi)

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