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IL CASO/ Posto fisso addio, c’è una flessibilità che garantisce di più i lavoratori

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Questo non mi sembra un atteggiamento “conservatore”, ma propenso a trovare una sintesi intelligente tra le diverse esigenze che muovono il mercato del lavoro. Tutti i giorni assistiamo alla chiusura di decine di aziende, quindi il posto fisso non è più garantito, nemmeno per coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato. Occorre quindi spostare le tutele dal posto di lavoro al mercato del lavoro, senza garantire “il posto” (sarebbe irrealistico), ma un accompagnamento e un sostegno all’interno del mercato del lavoro, affinché ciascuno possa costruire un proprio percorso occupazionale, costituito sia da opportunità di impiego che di aggiornamento professionale.

È una sfida. Noi intendiamo affrontarla in modo virtuoso e realista, venendo incontro alle esigenze organizzative e produttive delle imprese, ma allo stesso tempo non permetteremo mai che il prezzo dell’instabilità occupazionale ricada tutto sul lavoratore. Senza questo punto di partenza siamo convinti che, oltre ai grattacieli di Milano, Expo lascerà anche lo stesso numero di disoccupati del 2013. 

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