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Lavoro

CONTRATTI EXPO 2015/ Del Conte (Bocconi): così Milano può "rivoluzionare" il lavoro

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Nel superare un modello del lavoro sempre uguale a se stesso, così come è fissato dal codice civile all’articolo 2103. Che stabilisce che i lavoratori si possono spostare ad altre mansioni purché equivalenti a quelle svolte in precedenza. Immagini invece un rapporto di lavoro dinamico.

 

Come sarebbe regolato?

Sarebbero i contratti collettivi stessi a stabilire che il lavoratore si può muovere, può cambiare mansioni, può crescere con il cambiamento tecnologico dell’azienda, ha il dovere di spostarsi quando c’è la necessità di creare occasioni di lavoro altrove rispetto al luogo di lavoro originario. E così via.

 

Un traguardo lontano?

La sfida oggi passa attraverso la produttività, non attraverso i contratti a termine. Che restano una cosa molto importante per evento di durata limitata come l’Expo. Però bisogna guardare oltre.

 

In quale direzione?

Dobbiamo uscire dall’idea dell’emergenza e guardare invece a un rapporto di lavoro che è strutturalmente competitivo perché strutturalmente flessibile, ma anche strutturalmente stabile. Se riusciremo a coniugare la stabilità del rapporto con la flessibilità all’interno del rapporto, io credo che riusciremo a recuperare dei punti sui nostri concorrenti europei.

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