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Lavoro

CONSIGLI NON RICHIESTI/ Da cosa si riconosce un buon leader?

FRANCESCO SANSONE ci parla della leadership, la capacità di creare e gestire il consenso intorno a un'idea e un progetto. Quali sono i pilastri che costituiscono la base del buon leader?

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La leadership, ovvero la capacità e l’arte di creare e gestire il consenso intorno a un’idea e a un progetto, è sempre accompagnata da alcuni attitudini e disposizioni che possono essere riconosciute e allenate come determinanti nella formazione dei comportamenti di guida. Innanzitutto la capacità di costruire relazioni di fiducia, che deve ovviamente essere reciproca e dunque continuamente alimentata. Ogni persona traduce nel suo esprimersi il proprio modo di essere e di sentire, oltre che di pensare; per questo motivo un buon leader deve saper comunicare, intendendo con questo termine la capacità di valorizzare tutti gli strumenti del linguaggio verbale, e soprattutto non verbale, per trasmettere sensazioni, emozioni, attenzione e sicurezza.

Una forte enfasi su senso di condivisione delle conoscenze e sulla possibilità di collaborare, che dipende dall’atmosfera, dal clima dell’organizzazione e dalla sua cultura: questa è una responsabilità che il leader non può eludere. Questi è consapevole del fatto che, per affermarsi, deve essere in grado di saper utilizzare al massimo le capacità dei propri collaboratori organizzandoli in team, orientandoli a una collaborazione efficace e delegando a ciascuno la propria parte di compiti e responsabilità. Il ruolo del leader è paragonabile a quello di un allenatore di calcio: egli non entrerà mai in campo, poiché il suo contributo è quello di preparare gli uomini a vincere qualunque sfida, trascinandoli nei momenti difficili e frenandoli nelle occasioni di successo; deve accettare di essere considerato il colpevole nel caso di insuccesso, ma restituire e condividere con tutti i meriti di una vittoria.

Uno dei pilastri che costituiscono la base del buon leader è saper gestire i conflitti. Per dimostrare questa capacità il leader deve essere in grado ascoltare le idee altrui; definire il problema e circoscriverlo; pesare i fatti (che sono oggettivi), distinguendoli dalle opinioni (che sono soggettive); imparare a cercare il compromesso; riuscire a soddisfare al meglio le esigenze contrastanti; e, infine, utilizzare il pensiero flessibile, perché si può risolvere una situazione di empasse, scovando una terza via o proponendo una soluzione innovativa che risolva e sistemi tutto.

I veri leader non ricoprono semplicemente un incarico, ma sono portati a costruire un orizzonte (visione) a cui tendere. La visione nasce da un percorso mentale che aiuta a passare dal noto all’ignoto, nel progettare il futuro, partendo da una ricomposizione innovativa di fatti, speranze, sogni, rischi e opportunità. L’essere orientato ai risultati e non all’attività: i leader sono tali perché sanno concentrarsi su poche priorità definite in maniera netta e precisa, e hanno un costante controllo delle situazioni. Decidere significa scegliere, prender posizione, privilegiare, acquisire; ma significa anche rinunciare.