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IDEE/ Da pensioni e tasse un aiuto ai giovani senza lavoro

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Dopo la pubblicazione del mio scritto, sono intervenuti due fatti che ci devono far ulteriormente riflettere e ci spronano a trovare una soluzione strutturale a questa vera e propria frattura generazionale:

1 - la ferma posizione della Corte costituzionale, che ha ribadito il proprio stop a prelievi di natura solidaristica a carico dei soli pensionati;

2 - la oramai evidente impossibilità del Governo, stretto tra vincoli comunitari e di tesoreria, a reperire risorse economiche da affiancare alla sperimentazione promossa dall’Unione europea. Perché di questo stiamo parlando; con i 500 milioni di euro disponibili nel biennio 2014-2015 sarà infatti possibile intervenire su un campione di giovani inoccupati (i cosiddetti Neet) non superiore al 2% dei soggetti che rientrano in questa fascia.

Con queste premesse auspico che il dibattito odierno verta sulle possibili forme di sostegno a una politica generazionale che permetta il reperimento di risorse (6-7miliardi di euro) dedicate esclusivamente al sostegno della misura comunitaria Youth Guarantee, tenendo presente le specificità italiane.

Ritengo in proposito che la posizione assunta dalla Corte costituzionale debba essere da stimolo per trovare soluzioni che si dirigano verso due possibili direttrici: da un lato, come da me auspicato nella pubblicazione, verificando la possibilità di configurare veri e propri prestiti generazionali, veicolati da un nuovo fondo per la garanzia giovani, dove vadano a concorrere le risorse comunitarie (per orientare e promuovere assunzioni) e quelle nazionali per promuovere l’auto-impiego (componente quindi revolving del fondo). Dall’altro quella, auspicata anche dal Ministro Giovannini, di bloccare l’indicizzazione delle pensioni più elevate.

Una terza via alternativa o in concorso, potrebbe essere anche quella di prevedere un prelievo tributario una tantum a carico delle fasce più elevate di reddito, che come detto in precedenza sono prevalentemente e mediamente over 50 e over 65.

Valutati gli strumenti possibili e costituzionalmente attuabili, il secondo ambito di discussione credo sia quello di delineare la natura di scopo del/dei prelievo/i. Una discussione che non dovrebbe essere circoscritta ai soli profili giuridici, ma anche a quelli etici e della comunicazione. Quest’ultima infatti dovrebbe chiarire ai cittadini che non è di natura punitiva ma strettamente solidaristica. Credo che nessun nonno si rifiuterebbe di contribuire al futuro di suo nipote!

Anche la reale gravità della congiuntura e le sue probabili ripercussioni non solo sulla vita economica ma anche su quella sociale di giovani a lungo lontani dal mondo del lavoro credo vada approfondita e tenuta in conto per misurare l’entità della frattura generazionale apertasi. Abbiamo in passato previsto imposte una tantum per i terremoti. Ebbene, quello che stiamo vivendo è una frattura generazionale epicentro di un terremoto congiunturale. L’unica vera differenza è che questo epicentro era agevolmente prevedibile.

Sono convinto i prossimi interventi contribuiranno ad approfondire questo delicato tema e si possa finalmente e apertamente mettere sullo stesso piano i giovani disoccupati e inoccupati e coloro che hanno terminato o stanno terminando la loro esperienza lavorativa.

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