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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Esodati, la "trattativa" che può far saltare le larghe intese

Enrico Giovannini (Infophoto)Enrico Giovannini (Infophoto)

È verosimile, quindi, che sempre che il divorzio non avvenga a fine agosto (con accuse vicendevoli di non avere rispettato i patti in materia di Imu e di Iva), la rottura si verifichi al tavolo presieduto dal buon Enrico Giovannini,

I mercati lo annusano già. Lo spread non è aumentato dopo la sentenza della Cassazione, poiché già messa in conto, e ora anzi scende. I gestori, però, guardano con preoccupazione alle fibrillazioni settembrine in cui una “vertenza previdenziale” sarebbe la scintilla che trasformerebbe in incendio tanti fuochi latenti. Il Pd sa che varie sentenze della Corte Costituzionale hanno annullato norme che prevedono, sotto celate forme, prelievi ai “pensionati d’oro”. Sa pure che a 18 anni dalla riforma Dini sono realmente pochi i lavoratori attivi che possono pensare a trattamenti previdenziali basati sul sistema retributivo. Sa anche infine che un’addizionale previdenziale su redditi (e pensioni) di alto importo farebbe aumentare il carico tributario complessivo spegnendo i piccoli e flebili barlumi di crescita.

Una “rottura” in nome dell’equità previdenziale potrebbe, però, comportare pingui dividendi elettorali, specialmente se si organizza la partita cambiando speditamente la legge elettorale. 

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