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Lavoro

ALLARME DISOCCUPAZIONE/ Benvenuto: ora Letta vada oltre il decreto lavoro

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La Cna ha pubblicato una previsione che certamente e giustamente deve far riflettere su quello che probabilmente è il maggior problema italiano, ma credo che la cifra ipotizzata, pur rappresentando un rischio concreto, difficilmente potrà essere raggiunta. Già nelle prossime settimane questa emergenza dovrà essere avvertita dalle forze politiche e credo che si interverrà per porre rimedio, anche grazie alla sollecitazione della Cna che ha posto nuovamente l’attenzione su una situazione sempre più drammatica. Detto ciò, non bisogna comunque rilassarsi: il rischio ipotizzato è facilmente scongiurabile, ma non è così lontano come può sembrare, quindi il governo è “costretto” a occuparsene al più presto.

 

Quali soluzioni si possono immaginare?

È innanzitutto necessario agire per stimolare la ripresa della domanda nel Paese, attraverso cui aumentare il Pil e allontanarci quanto possibile dal baratro, esattamente come è stato fatto negli altri paesi europei. Inoltre, come dicevo in precedenza, è necessario diminuire drasticamente la tassazione per tutte le imprese che generano occupazione: un tempo si pensava che l’industria fosse una fonte inesauribile di risorse, ma oggi è arrivato il momento di guardare altrove, come al mondo della finanza o agli sprechi che continuiamo a trascinarci dietro.

 

Provvedimenti come il recente Decreto Lavoro non la convincono?

Credo che il governo debba fare di più. Il Decreto Lavoro è un primo passo, ma il Paese ha bisogno di azioni più profonde. Letta, a differenza di Monti, ha di fronte a sé una situazione economica ed europea certamente più vantaggiosa, quindi non può lasciarsi sfuggire l’occasione di agganciarsi e di intervenire concretamente per il bene dell'Italia. Restiamo quindi in attesa di segnali che possano davvero far tornare l’ottimismo.

 

(Claudio Perlini)

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