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Lavoro

RIPRESA?/ Bonanni (Cisl): basta "brodini", dal Governo uno shock sulle tasse

Raffaele Bonanni (Infophoto)Raffaele Bonanni (Infophoto)

Siamo preoccupati per questo balletto di numeri; per noi è importante discutere a mani sul tavolo e con un criterio oggettivo che si può trovare solamente dandosi criteri di trasparenza e affrontando seriamente problemi così delicati in una visione di insieme. Per quanto riguarda gli esuberi della Pa, a settembre abbiamo degli incontri per fare il punto a tutto tondo sulla questione, sugli assetti, in modo tale da calcolare eventuali esuberi ed eventuali e necessari coinvolgimenti al lavoro e garanzie per loro dei precari. Lo stesso vale per gli esodati, vicenda che rischia di diventare il buco della cittadinanza se non dovessimo rimettere mano alla riforma delle pensioni dando alle persone la possibilità di anticipare o posticipare liberamente la propria presenza al lavoro. Ancora di più questo discorso vale in una situazione di grave penuria del lavoro e di recessione conclamata del nostro Paese.

 

Il Sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, ha recentemente dichiarato che nella legge di stabilità andranno prese “decisioni strutturali” in materia fiscale, stabilendo se intervenire sull’Iva - evitandone lo scatto - o magari sulla fiscalità sul lavoro. Non le pare che una cosa non escluda l’altra?

Mi pare un modo corretto per porre le questioni. È indubbio che resta da fare esattamente ciò che gli abbiamo chiesto; devo dire che abbiamo ricevuto anche un interesse da parte sua di aprire una discussione chiara e forte sulla vicenda fiscale, che deve diventare la questione centrale dell’azione di governo, data l’importanza che essa ha a livello sociale ed economico del Paese. Con il persistere di una tassazione così alta su famiglie e imprese, continueremo ad avere bassi consumi e flessioni di produzione, oltre all’incapacità di sollecitare investimenti internazionali nel Paese. Voglio ricordare che l’anno scorso abbiamo attirato appena 12 miliardi di dollari rispetto ai 60 del Regno Unito; la stessa Svizzera ha ottenuto notevoli investimenti internazionali.

 

Quali sono state le vostre richieste al Governo?

Una situazione del genere richiede di ridare soldi alle famiglie e di abbassare fortemente le tasse per chi investe o chi re-investe i propri guadagni. Vorremmo soluzioni shock, non brodini o piccoli interventi, perché solo questo permetterebbe politiche virtuose; diversamente affogheremo dentro questa insipienza che da anni le classi dirigenti producono su materie simili. Per quanto riguarda il capitolo degli investimenti e dei capitali esteri, chi investe vuole avere certezze. Bisogna che ci siano delle regole che la politica non riesce a dare, ma ciò significa che la politica ha perso il senso della sua missione.

 

Nel suo videomessaggio al Meeting 2013, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato delle organizzazioni sindacali come attori importanti per la tanto auspicata rinascita culturale di cui questo Paese ha bisogno, aggiungendo anche che “il contributo che viene dai più alti livelli dalla Chiesa cattolica è un contributo che soltanto dei ciechi possono non vedere”. Cosa ne pensa da leader del sindacato cattolico?