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IL CASO/ Esodati e investimenti, arriva "l'autunno caldo" per il Governo

In tema di lavoro e pensioni, il Governo nelle prossime settimane è chiamato a prendere decisioni importanti, specialmente per creare occupazione. Ce ne parla DANIEL ZANDA

Enrico Giovannini (Infophoto) Enrico Giovannini (Infophoto)

In questa settimana al Meeting di Rimini si è affrontato più volte il tema del lavoro. Non poteva essere diversamente, vista l’emergenza sociale, economica e occupazionale del nostro Paese. Occorre fare un po’ di ordine, tra i provvedimenti attuati recentemente, quelli in discussione e le scelte strategiche di lungo periodo. Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, oltre al tema dell’occupazione giovanile e del sostegno alle imprese, ha posto l’accento su un altro tema, gli esodati. Ritengo che il tema degli esodati sia determinante ed emblematico, oserei dire quasi una “premessa” per la ripresa. Con la riforma delle pensioni varata a dicembre del 2011, i molti che avevano sottoscritto accordi di prepensionamento con la propria azienda si sono trovati imbrogliati. Ingannati, perché le regole del gioco sono cambiate durante la partita: molti lavoratori hanno accettato un licenziamento con la consapevolezza che dopo qualche anno (coperto da Inps e impresa) sarebbero andati in pensione.

Questa per molti fu anche una scelta di responsabilità, perché in caso di crisi aziendale i primi a essere licenziati sono i neoassunti o coloro che non hanno parenti a carico, i più giovani sostanzialmente, in quanto più attrezzati per trovare un nuovo posto di lavoro a differenza dei lavoratori più anziani (difficilmente un cinquantacinquenne o sessantenne riuscirebbe a trovare una nuova occupazione). La riforma delle pensioni dell’allora Ministro Fornero, introducendo immediatamente un incremento dell’età pensionabile, ha fatto sì che molti lavoratori dopo aver sottoscritto accordi di incentivo all’esodo si trovassero a metà del guado: accettando, per esempio, un accordo che li accompagnava (dal punto di vista retributivo e contributivo) per tre anni al raggiungimento del diritto alla pensione, a fronte di un incremento dei requisiti necessari, si sono trovati a non poter accedere al trattamento previdenziale.

Oltre a essere una problematica di tipo occupazionale, la questione degli esodati ha una valenza anche culturale: il segno di uno Stato non amico della gente, scollegato dalla realtà, ma soprattutto ingiusto. Quindi affrontare in modo definitivo tale questione (grazie all’attività e alla denuncia del sindacato, già 130.000 lavoratori sono stati salvaguardati), ha soprattutto una valenza politica nel “senso alto” del termine, dove uno Stato amico della gente riconosce l’errore di valutazione e torna sui suoi passi. Un segnale di questo tipo, oltre a sanare una problematica sociale, può generare una rinnovata fiducia tra cittadino e istituzione.


COMMENTI
24/08/2013 - esodati. (maria mongiardo)

Ha proprio ragione dr. Zanda siamo stati ingannati, da un contratto di uscita sottoscritto da Banca, Abi, Ministero del lavoro ed accettato dall'Inps, visto che percepiamo un assegno straordinario da mesi, siamo stati raggirati non da un truffatore, ma dal ns. stato e questo non è degno di un paese civile. Da Gennaio non è stato ancora firmato il decreto che coprirebbe questo periodo di transizione (decreto pronto da firmare lasciato dal Ministro Fornero)l'anno scorso lo hanno firmato a Ottobre. La banca non ne vuole sapere di noi anzi ci toglie anche il fido e la cassa assistenza (ciliegina sulla torta), i Sindacati fanno orecchie da mercante, i politici alcuni si stanno impegnando ma i risultati ancora non si vedono. La mia rabbia è che le pensioni magari ottenute con solo pochi mesi di lavoro non si possono toccare, gli stipendi della magistratura non si possono toccare perchè anticostituzionale, gli stipendi dei politici manco a parlarne, però i nostri contratti si quelli si possono toccare. E' una grande vergogna. Alla fine x avere qualche risposta ci toccherà avviare una class-action o addirittura la Corte Europea ma....con quali soldi.....La ringrazio per l'articolo che presenta molto bene la ns. situazione. Maria Mongiardo (Esodati Gruppo Intesa San Paolo).