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FONDI UE/ Letta fa un'Agenzia per non "regalare" i soldi destinati ai giovani

Come spiega GIANCAMILLO PALMERINI, il nuovo soggetto sarà chiamato a realizzare un monitoraggio sistematico e continuo dei programmi operativi e degli interventi della politica di coesione

L'agenzia è nata su proposta dell'ex ministro Barca (Infophoto) L'agenzia è nata su proposta dell'ex ministro Barca (Infophoto)

Nel dicembre dello scorso anno l’allora ministro Barca presentò un corposo documento finalizzato ad aprire una riflessione, con tutti gli stakeholder interessati, per condividere metodi ed obiettivi per una gestione efficace dei Fondi comunitari 2014-2020. L’utilizzo fallimentare delle risorse dell’ultima programmazione (quella 2007-2013) era, infatti, già allora, sotto gli occhi di tutti. In particolare, emergeva l’incapacità delle diverse amministrazioni coinvolte di impegnare quanto messo a disposizione dall’Europa.

Il ministero proponeva, quindi, per il futuro sette innovazioni per la declinazione di un metodo di “valutazione pubblica aperta”, tre opzioni strategiche su Mezzogiorno, città e aree interne, oltre a proposte metodologiche per ognuna delle undici aree tematiche individuate a livello comunitario. Tra le varie questioni poste si sottolineava la necessità di dotarsi di un forte presidio nazionale del sistema e di rafforzare il ruolo del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica trasformandone l’organizzazione in modo più consono all’esercizio delle funzioni di coordinamento ed affiancamento dei programmi della politica di coesione. Si prefigurava, sostanzialmente, una sua trasformazione in un’agenzia nazionale dedicata. In questo percorso si inserisce così la decisione dell’ultimo Consiglio dei ministri, nel quadro del decreto legge sulla pubblica amministrazione, di istituire un’Agenzia per la Coesione territoriale.

Il nuovo soggetto sarà quindi chiamato a realizzare un monitoraggio sistematico e continuo dei programmi operativi e degli interventi della politica di coesione nonché sostenere ed assistere le amministrazioni che gestiranno i diversi programmi europei e nazionali. In particolare si prevedono iniziative formative dedicate al personale delle amministrazioni interessate ed interventi specifici per facilitare “l’accelerazione e la realizzazione dei programmi”. L’Agenzia potrà, addirittura, in alcuni casi ben definiti, svolgere anche compiti diretti di autorità di gestione per progetti sperimentali ed assumere, nell’ipotesi di gravi inadempienze e ritardi, veri e propri poteri sostitutivi.