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RIFORMA PENSIONI/ Le 1500 pagine che "condannano" i tentativi del Governo Letta

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E invece, mentre nel resto del mondo succede così, da noi ci sono agenti ultracinquantenni mandati di pattuglia, e giovani che stanno in ufficio. Quello dei poliziotti è un esempio che la dice lunga sul problema generale: sarebbe opportuno un sistema che consentisse al lavoratore anziano, raggiunta una cerza età, di cambiare mansioni e assumere compiti meno impegnativi e stancanti, magari a fronte di una retribuzione minore. Purtroppo, in Italia, su questo fronte, siamo ancora all’ABC. E ci siamo perchè abbiamo più di 1500 pagine di legge sul mercato del lavoro, e il più alto contenzioso legale in materia. Personalmente, le posso assicurare che le mie ripetute richieste di produrre un testo unico non hanno mai trovato risposta da alcun ministro. 

 

In tema previdenziale, cosa succede se cade il governo?

Beh speriamo che non cada. Molte misure da assumere urgentemente resterebbero lettera morta. Mi riferisco anzitutto ai provvedimenti che dovranno risolvere definitivamente la vicenda degli esodati. Inoltre, c’è da rifinanziare la cassa integrazione in deroga e da rivedere parte del sistema pensionistico.

 

In che senso?

La doppia indicizzazione anzianità contributiva-età anagrafica ce l’abbiamo solo in Italia e produrrà enormi problemi. Credo, infine, che sarà necessario mettere in cantiere il potenziamento della previdenza complementare. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
11/09/2013 - PENSIONI BIBLICHE (Claudio Balestra)

Di certo per un politico e'difficile immaginare la vita di un'artista che faticosamente riesce ad accumulare gli anni di contribuzione necessari per ottenere una modesta pensione e spesso dopo una vita infernale,oppure per uno scavatore poliziotto o minatore che passa la sua giovinezza a 300 metri sotto terra,oppure di un operaio che passa la sua vita a lessarsi davanti ad una fornace. In un ambiente come il parlamento con chanel nelle toilette e sauna(da poco tempo chiusa)raggiunto con lussuosissime auto e'difficile immaginare la vita di queste persone. La realta' e' che l'Inps paga pensioni d'oro il cui importo e'inaccettabile ed innominabile e il risultato e'la continua ed inaccettabile posticipazione delle pensioni.Chi ha stilato gli statuti degli enti previdenziali ha tenuto conto delle varie qualifiche degli esseri umani con sensibilita' ed obiettivita',che oggi risulta da cio' che ho letto,e dalla Riforma Pensioni del ministro Elsa Fornero,obiettivita'scomparsa. Mi viene da pensare che la realta' e'un debito pubblico che ha raggiunto i 2100 miliardi di euro e per cui il nostro stato paga circa 100 miliardi di euro di interessi annuali,debito che impoverisce le casse dello stato ormai al collasso. nontrovol'equita'