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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Esodati, il primo stop se cade il Governo Letta

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È compito del governo capire dove attingere per rispondere alle emergenze. Quel che è certo è che chi resta senza reddito rappresenta sempre e comunque un costo per lo Stato, il quale dovrà, in un modo o nell’altro, farsene carico. Anzi, ritardare le soluzioni, o proporne alcune che non siano definitive rischia di determinare addirittura costi molto più elevati.

 

Come giudica il tentativo di tagliare le pensioni d’oro?

È corretto ipotizzare un contributo da parte di chi riceve pensioni superiori a un certo livello - parliamo di decine di migliaia di euro. Così come esistono i contratti di solidarietà all’interno delle singole categorie lavorative, si può procedere analogamente tra i pensionati. Equiparandoli quindi, anch’essi, a una categoria, come se fossero metalmeccanici o bancari.


Cosa succede se cade il governo?

Tutte le riforme urgenti di cui ho parlato sarebbero congelate. E, cosa ancora più grave, si bloccherebbero alcune misure già varate. Mi riferisco, in particolare, ai provvedimenti di salvaguardia degli esodati. Il caos politico o l’instabilità farebbe passare decisamente in secondo piano l’emanazione dei decreti attuativi necessari perché le tutele possano concretamente operare.

 

(Paolo Nessi

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