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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Treu: esodati, cig, ecco il "costo" della caduta del Governo Letta

Se il governo Letta dovesse cadere, ogni dibattito in corso su lavoro e pensioni passerebbe in secondo piano con conseguenze gravissime. Abbiamo fatto il punto con TIZIANO TREU

Il ministro Enrico Giovannini (Infophoto)Il ministro Enrico Giovannini (Infophoto)

La questione esodati, il finanziamento della cassa integrazione in deroga, le pensioni d’oro. Se il governo Letta dovesse cadere, ogni dibattito attualmente in corso crollerebbe come un castello di carte, spalancando la porta a nuovi e potenzialmente drammatici scenari. Come ci spiega Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro all'Università cattolica di Milano, già ministro del Lavoro, sono a rischio tutti i provvedimenti contenuti nei decreti che, ovviamente, non verrebbero convertiti in legge in caso di fallimento dell'esecutivo. “Questo è avvenuto anche in passato”, ci spiega Treu, “quando abbiamo visto un decreto produrre inizialmente gli effetti sperati ma decadere poco dopo”.

Il Ministro Giovannini ha assicurato nei giorni scorsi di aver inserito nel decreto legge 6500 esodati in più, ma adesso la palla è passata al Parlamento per la conversione. Cosa si rischia in caso di crisi di governo?

Quello riguardante gli esodati è probabilmente il caso meno grave, poiché gli interventi attuati fino a questo momento hanno fronteggiato gran parte delle emergenze più impellenti. Sono dell'idea che, almeno fino alla fine dell'anno prossimo, continueremo ad avere situazioni irrisolte che però non saranno di dimensioni così notevoli da costituire una vera e propria emergenza, quindi c'è ancora tempo per capire bene la situazione e tentare di trovare una soluzione definitiva.

Qual è invece un tema da affrontare il prima possibile?

Senza dubbio quello relativo alle casse in deroga, su cui i finanziamenti stanziati si sono rivelati insufficienti nonostante la volontà di rendere più rigorosa la distribuzione dei fondi. Il problema è che nell’ultimo periodo le Regioni si sono rese protagoniste di una distribuzione piuttosto incontrollata, spesso rivolta ad aziende destinate comunque al fallimento e su cui è stato inutile continuare a mettere soldi.

Come giudica quanto sta facendo a riguardo l’attuale governo?

L'esecutivo sta in parte sta correggendo questo aspetto proprio grazie a criteri più rigorosi, i quali però non sono ancora stati definiti. La proposta avanzata dall'esecutivo, infatti, deve essere discussa con le Regioni ed è ovvio che tutto rischia di saltare per aria, con la conseguenza che verranno ancora sprecate molte risorse.

Cosa può dirci invece delle pensioni d’oro?

Anche questo è un provvedimento che deve essere attuato, insieme a molti altri. Attraverso le pensioni d'oro, quindi prendendo da coloro che hanno avuto di più dal sistema pensionistico retributivo un contributo di solidarietà a favore delle pensioni più basse, il governo darebbe senza dubbio un bel segnale. Non si risolverebbe il problema, perché si tratta di un provvedimento che non farebbe entrare molti soldi, ma sarebbe comunque utile e giusto.

Quali sono gli altri provvedimenti a cui accennava?