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Lavoro

IL CASO/ "L'aiutino" dell’Europa per combattere la disoccupazione

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Per il nostro mezzogiorno, altresì, occorre, secondo il Ministro Trigilia, far crescere le attività produttive e le imprese capaci di stare sul mercato per attivare uno sviluppo autonomo e sostenibile. In questa prospettiva, particolare attenzione viene dedicata alla possibilità di cogliere, in modo più estensivo, vantaggi rilevanti in settori di lunga specializzazione, ma troppo spesso trascurati, come l’agricoltura e l’agroindustria, nonché rinnovare l’impegno nei confronti del comparto dei beni culturali e ambientali.

L’auspicio è che, almeno questa volta, l’esecutivo europeista e di servizio guidato dai quarantenni riesca a governare questo processo e che non si assista all’ennesima cattiva gestione di queste fondamentali risorse per il rilancio dello sviluppo economico e dell’occupazione nel nostro Paese. È di solo pochi giorni un’informativa che prevede specifiche misure di accelerazione dell’utilizzo delle risorse della politica di coesione 2007-2013 approvata, a dimostrazione delle nostre croniche difficoltà, proprio per evitare il disimpegno.

Se il 2014 vorrà essere, quindi, l’anno in cui le buone intenzioni degli ultimi mesi diventeranno realtà attraverso la definizione di concrete misure e azioni e si daranno risposte concrete ai 2 milioni 744 mila di disoccupati (nel 2012 sono stati 636 mila in più rispetto al 2011 secondo l’Istat), in particolare i più giovani (il cui tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%, ben 14 punti in più del 2008), non si potrà infatti fare a meno dell’utilizzo intelligente di tali risorse.

 

In collaborazione con www.amicimarcobiagi.com

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