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Lavoro

FIAT/ La "guerra delle tessere" dietro al no alla Fiom

Ieri a Torino si è tenuto l'incontro tra Fiom e Fiat. Il Lingotto ha detto no alla richiesta di Landini di un tavolo unico per il rinnovo del contratto. GIUSEPPE SABELLA spiega perché

Il segretario Fiom Maurizio Landini (Infophoto)Il segretario Fiom Maurizio Landini (Infophoto)

Si è tenuto ieri a Torino l’incontro tra la Fiat e la Fiom a cui hanno partecipato i responsabili delle relazioni sindacali del Lingotto, Pietro De Biasi (Fiat) e Vincenzo Retus (Industrial). Con Landini il responsabile Fiat della Fiom Michele De Palma, i segretari del Piemonte e di Torino, Vittorio De Martino e Federico Bellono, delegazioni di lavoratori e dirigenti provenienti dalla Lombardia, dall’Emilia, da Pomigliano, oltre anche a lavoratori della Irisbus. In particolare, l’oggetto dell’incontro era - come dichiarato dallo stesso Landini - la richiesta di Fiom di un tavolo unico di trattativa per il rinnovo del contratto, riservato finora ai sindacati firmatari delle intese di gruppo, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri.

La Fiat ha respinto la richiesta della Fiom. “Nel merito le posizioni della Fiom sono inconciliabili con quelle dell’azienda”, ha detto una fonte della delegazione aziendale, al termine dell’incontro. Nessun’altra comunicazione ufficiale da parte del Lingotto.

Perché la Fiat ha respinto la richiesta della Fiom? Perché le posizioni sarebbero inconciliabili? Va ricordato prima di tutto che, come ribadito dallo stesso Landini in conferenza stampa due giorni fa, la Corte Costituzionale ha stabilito che anche la Fiom, benché organizzazione non firmataria del contratto in essere, ha diritto di rappresentanza, e che la sua esclusione è comportamento antisindacale. Detto questo, la Fiat ritiene di non dover essere lei a prendersi la responsabilità di riammetterla al tavolo della trattativa; piuttosto la Fiom chiarisca la sua posizione con le parti che, insieme a Fiat, hanno definito e siglato il contratto in essere.

La Fiat naturalmente fa leva sul fatto che non vuole intromettersi nelle relazioni tra le parti sindacali, gli altri sindacati al momento non sono favorevoli a permettere alla Fiom di partecipare ai lavori per il rinnovo a meno che, come ha detto Palombella della Uilm, la Fiom non firmi l’accordo in essere che al momento è accordo separato, appunto non firmato dalla Fiom. La firma della Fiom naturalmente impedirebbe al sindacato di Landini di ridiscutere le condizioni in essere, già negoziate con Fiat dalle altre parti, condizioni che le altre parti hanno ritenuto positive. Quindi, la posizione di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri va compresa.

Fiat naturalmente vedrebbe molto bene che Fiom firmasse il contratto in essere, sarebbe un grosso riconoscimento per Marchionne e per il suo celebre “metodo” di non aver violato nessun diritto. La difficile situazione è in divenire, ma Fiat preferisce restare fuori da questo problema. Anche perché il peso della Fiom a livello sindacale è certamente minoritario. Quindi, di sicuro è più un problema delle altre parti che di Fiat.