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Lavoro

RIFORMA DEL LAVORO/ I cinque punti di NCD per rilanciare l'occupazione

E’ organizzata secondo cinque linee guida la proposta del Nuovo Centrodestra per il lavoro, contenute anche nel connesso disegno di legge. Vediamo i diversi punti nel dettaglio. 

Angelino Alfano (InfoPhoto)Angelino Alfano (InfoPhoto)

E’ organizzata secondo cinque linee guida la proposta del Nuovo Centrodestra per il lavoro, contenute anche nel connesso disegno di legge. Ecco i diversi punti nel dettaglio: 1) liberare il lavoro per liberare i lavori (meno regole) 2) detassare il lavoro produttivo per aumentare i salari (meno tasse) 3) partecipare per guadagnare 4) premiare chi occupa per aiutare chi non lavora 5) prevedere per provvedere ai disoccupati con assicurazione obbligatoria e competenze. Il documento di Ncd si divide poi in diversi paragrafi in cui vengono esposti i bisogni dell’impresa, quelli dei lavoratori e la posizione del partito sulla libertà sindacale e un'eventuale legge sulla rappresentanza. Secondo il Nuovo Centrodestra, i bisogni dell’impresa hanno "accentuazioni diverse sulla base della dimensione, della appartenenza al primario, al secondario, al terziario o al quaternario, della merceologia specifica, dell’intensità di lavoro in rapporto al capitale, dell’orientamento al mercato interno o internazionale". E sono ovunque condizionati "dall’incertezza del futuro, dall’impossibilità di predeterminare rigidamente gli andamenti di mercato e quindi i costi fissi in base ai quali competere, di definire schematicamente le mansioni, di adattare gli orari ai tempi e alle quantità degli ordini". Il lavoratore, invece, ha bisogno di formazione e competenze "che lo rendano sempre occupabile, di un sussidio che lo sostenga nella fase di attesa di una occupazione, di servizi (pubblici o privati poco importa, ma efficienti sì) che gli facciano incontrare opportunità di lavoro". Se giovane alla ricerca del primo impiego "ha bisogno di integrare saperi teorici e conoscenze pratiche, soprattutto quando ha abbandonato precocemente il percorso educativo o ha conseguito titoli di studio non spendibili immediatamente nel mercato del lavoro". Infine Ncd si dice contrario alla legge sulla rappresentanza: "Tradurre in legge queste intese significherebbe incoraggiare il contenzioso, anche di minoranze esigue, e aggiungere l’incertezza della giurisprudenza anche alla libera autonomia negoziale". Alle organizzazioni sociali deve essere chiesta "una trasparente contabilità per le attività finanziate dallo Stato come i CAF e i Patronati, rigorosamente separate dalle libere ed autofinanziate attività di tutela e rappresentanza degli iscritti".

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