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RIFORMA PENSIONI/ Centrella (Ugl): c'è una flessibilità migliore del “prestito” di Giovannini

Gianni Centrella Gianni Centrella

Potrebbe essere un’idea. Però dovrebbe essere volontaria, non scattare automaticamente. Se è il lavoratore a decidere a che età andare in pensione, va bene. Se mi ci costringono, allora no. Si potrebbe invece fare una cosa diversa.

 

Che cosa?

Si potrebbero mandare in pensione i lavoratori da 60 anni in sù e quanto prima si va, rispetto a quel termine, tanto più si viene penalizzati.

 

Che calcoli ha fatto?

Facciamo il caso che le donne vadano in pensione a 60 anni e gli uomini a 62. Però l’età pensionabile per la donna resta 65 e per gli uomini 68. Se io vado in pensione prima, mettiamo a 60 anni, prendo una pensione inferiore fino a che non arrivo a 65, nel caso delle donne o a 68, nel caso degli uomini.

 

Sarebbe più logico, no?

A quel punto se io volontariamente decido di andare in pensione prima so che non prenderò il 100% della pensione fino a che avrò raggiunto il mio tetto.

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