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FIAT/ Landini e il nuovo contratto che "imbavaglia" la Fiom

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Non ci sarebbe da sorprendersi troppo se questo nuovo contratto di gruppo troverà alla fine l’adesione anche della Fiom, che al momento non partecipa al tavolo in quanto non firmataria del precedente accordo, anche se in questo caso, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la situazione è un po’ più complessa di come appare. Teniamo conto che, a livello individuale, dopo gli accordi aziendali di Pomigliano e Mirafiori (2010), i lavoratori tesserati Fiom avevano anche loro aderito al contratto in essere - seppur derivante da un accordo collettivo non firmato dal loro sindacato di appartenenza - che, oltre a diverse condizioni di lavoro, recava nuove misure economiche più vantaggiose del precedente. Quindi, se i lavoratori hanno aderito individualmente al contratto in essere, e presumibilmente questa adesione individuale sarà anche per il nuovo, perché oggi la Fiom dovrebbe continuare con questo ostracismo?

Landini tra l’altro da giorni porta avanti una polemica contro il suo stesso sindacato confederale, la Cgil, sul terreno della rappresentanza sindacale, chiedendo di sospendere la firma dell’accordo - che ritiene “pessimo” - con Confindustria. “Lo statuto della Cgil dice che non si possono firmare accordi se non sono sottoposti al voto. Chiedo semplicemente che la Cgil continui ad essere, o torni ad essere, una organizzazione democratica, che la democrazia non la dice a parole ma la pratica”.

In molti continuano a sostenere che Landini voglia costituire un nuovo partito di sinistra. Chi scrive crede, invece, che il bersaglio di Landini sia proprio la Segretaria Generale della Cgil: guarda caso a maggio la Cgil dovrà scegliere se confermare Susanna Camusso o eleggere un nuovo Segretario.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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