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RIFORMA PENSIONI/ Le cinque "colonne" che tengono in piedi la Fornero

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

Negli ultimi giorni pare invece tornata fortemente in auge una proposta dell’attuale ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, sul cosiddetto “prestito pensionistico”: per chi vuole lasciare il lavoro anticipatamente, ad esempio un paio di anni prima del pensionamento effettivo, ci sarebbe la possibilità di ricevere un assegno (potrebbe essere l’80% dello stipendio) pagato dall’Inps, che poi dovrà ripagare negli anni successivi. Ciò significa che, una volta in pensione, dall’assegno previdenziale verrebbe trattenuta una certa percentuale (potrebbe essere indicativamente tra il 10% e il 15%).

In sostanza il lavoratore si troverebbe ad andare in pensione con un debito verso lo Stato, dopo una vita di sacrifici fatti versando contributi. Verrebbe da chiedersi: e se poi il pensionato muore prima di aver saldato il suo debito? Niente paura, eventualmente lo Stato potrebbe con tranquillità rivalersi sul figlio-contribuente. Provocazioni a parte, rimane da capire quanto forte può essere questo incentivo all’uscita, ma difficilmente potrebbe smuovere grandi numeri o creare significativi spazi. Non sono comunque misure su cui fare troppo affidamento quando si affronta il tema della disoccupazione giovanile e delle sue possibili soluzioni, che evidentemente passano per ben altre strade.

Sarà interessante capire nei prossimi mesi come si svilupperà il dibattito, ma soprattutto quali saranno le misure effettivamente portate avanti e come verranno poi declinate e implementate, considerando che il tutto dovrà mediare esigenze differenti, a volte contrapposte: equilibrio inter-generazionale, equità e giustizia sociale, rispetto degli impegni presi con l’Europa, sostenibilità economica oltre che, ahimè, interessi elettorali che i partiti non rinunceranno certo a perseguire.

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COMMENTI
18/01/2014 - fornero ed iniquità pensioni (FRSNCESCO VILLS)

Tutti coloro i quali si avventurano in queste considerazioni hanno solo queste scusanti. La prima è la disinformazione . Che potrebbe essere risolta semplicemente informandosi personalmente sui bilanci INPS , collegandosi al sito ufficiale e non ascoltando solamente le "fonti ufficiali". La seconda è il mantenimento del proprio interesse personale. E qui è più difficile la soluzione. Teniamo presente che tutti i "misfatti" che vengono perpetrati nei confronti dei cittadini italiani, non provengono dal nulla : a fronte di milioni di cittadini italiani danneggiati, ci sono milioni di cittadini italiani, invece, che ne traggono vantaggi. Fare un elenco di tutte le attività "che ne traggono vantaggio" è esercizio abbastanza semplice ; poi basta considerare tutti coloro che ne usufruiscono, allargando il conteggio anche alla cerchia dei loro familiari, "amici e conoscenti". Sarà per questo motivo che si leggono tali argomentazioni fatte da coloro che vedono messo in pericolo il mantenimento dei propri immeritati privilegi.

 
17/01/2014 - Fornero e pensioni (giovanni zenoni)

Sono d'accordo, la riforma dell'ex ministro Fornero (un politico di professione non avrebbe mai fatto una modifica così pesante) ci ha salvato dal default facendo pagare agli esodati l'errore della Prima Repubblica sul sistema Retributivo, che sul piano economico-assicurativo era come dire per legge che 2+2 faceva 5. Roba da Paese dei Balocchi di Collodi. Ma anche buona ragione per ragionare civilmente e far capire a milioni di pensionati che i loro versamenti sono esauriti e che le loro pensioni oggi sono a carico della collettività, sottraendo così risorse allo sviluppo del paese. I diritti acquisiti non possono valere se ottenuti da leggi che non potevano stare in piedi economicamente. Grazie ancora alla Fornero che è riuscita ad aprire i veli politici pietosi che coprivano una gestione dilettantesca e irresponsabile dello Stato. Gianni Zenoni