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IL CASO/ Lo “spettacolo” tragicomico dei concorsi pubblici

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Nel bando in questione, come nel 99% dei concorsi pubblici, questa chiarezza non c’è (si può ipotizzare che nella testa di chi l’ha costruito vi sia?) e a giudicare da come gli enti pubblici sono organizzati non sembra di scorgere concetti evoluti di specializzazione funzionale o modelli organizzativi “lean” o altro. Non sarebbe più giusto e utile comunicare chiaramente a chi si candida a ricoprire dei ruoli il contenuto esatto delle mansioni, in modo che possano essere realmente motivati a svolgerli e non solo ad avere un posto di lavoro sicuro? A maggior ragione per orientare i giovani che cercano lavoro e le istituzioni che intendono formarli verso un futuro professionale soddisfacente. Terzo punto è quindi esplicitare chiaramente le informazioni su ruoli, sedi , funzioni, dei posti di lavoro che si intendono ricoprire.

Altri punti misteriosi sono il tipo di esperienza richiesta e l’oggetto della selezione. Oltre alle conoscenze teoriche per dei profili “direttivi” sarebbe utile capire quali esperienze concrete possano costituire un plus per rendere il candidato idoneo per la mansione. Nel bando non se ne fa cenno. Lavorando d’immaginazione si può supporre che il Ministero delle Finanze debba dare dei servizi di carattere economico/finanziario a imprese, enti locali e cittadini. Chi ha maturato esperienze in tal senso potrebbe forse avere una maggiore adeguatezza ai ruoli. Quarta considerazione sarebbe quindi di capire se ci sono figure professionali già esperte che possano ricoprire gli incarichi con successo e l’abbiano già fatto in passato.

Per ultimo nel bando si specifica che al termine della procedura pubblica (lunga, costosa e soggetta a possibili ricorsi?) i vincitori e poi (forse) assunti, e quindi retribuiti, frequenteranno un corso di formazione di 5 (!!!) mesi presso la Ssef. E qui caliamo il sipario su uno spettacolo un po’ comico, ma anche un po’ tragico. Tutto il bando non serve quindi a trovare delle professionalità con delle competenze, ma a trovare degli idonei a una formazione che il contribuente paga per diventare “adeguati” al ruolo da ricoprire. Questo significa che la procedura, della durata di un anno circa, sarà pagata interamente dal contribuente e solo dal 2015 si suppone che i neoassunti possano restituire dei servizi al cittadino. Quinta e ultima considerazione: sarebbe di gran lunga preferibile una procedura selettiva che identifichi professionalità già “pronte all’uso” in tempi rapidi e senza necessità di una formazione d’ingresso così lunga.

Da questo esempio specifico, risulta evidente il motivo per cui in Italia il patto sociale tra contribuente e Stato stia collassando se consideriamo che tutti i concorsi pubblici sono disegnati in questo modo (per legge?). Questo mette in serio dubbio l’adeguatezza sostanziale dei dipendenti e delle procedure pubbliche. Stiamo parlando di questioni non banali che nascondono degli interrogativi seri sul funzionamento della burocrazia e sulla possibilità della nostra economia di competere in un mondo globalizzato in simili condizioni e con questi servizi.

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COMMENTI
19/01/2014 - Per esperienza diretta (Marco Claudio Di Buono)

Sono vincitore ed idoneo in 2 concorsi pubblici che a causa del blocco del turn over non è stato assunto. Come me ci sono migliaia di persone in graduatorie vigenti presso varie pp.aa., che attendono da anni e non sanno se verranno mai assunte. Capisco che siamo in un momento storico dove si pensa a ridurre le spese pubbliche (ma a fronte di tanti sacrifici dei cittadini perché il debito pubblico è arrivato a 2100 miliardi? Qualcuno me lo sa spiegare?). Uno Stato serio rispetta le sue leggi e non imbroglia i cittadini. La Costituzione e le norme in materia dicono che si accede al pubblico impiego tramite concorso. Perché si continuano a bandire concorsi e non si dice chiaramente che non è assolutamente certo che i vincitori possano poi essere assunti. Ci sono milioni di euro in ballo, perché i concorsi sono un affare. Ma ci sono anche i diritti dei vincitori e degli idonei, ci sono i diritti dei contribuenti a non veder sprecato il denaro pubblico. Ripensare e riorganizzare la p.a. non è cosa facile, ma anche i servizi pubblici sono importanti per un paese, se si vuole ripartire. Occorre obbligare le p.a. a verificare con criteri aziendalistici le reali necessità di organico. Esaurire le graduatorie vigenti, senza sprecare altre risorse. Obbligare a non bandire nuovi concorsi se si hanno graduatorie vigenti. Magari fare un concorso unico nazionale per profili e graduatorie nazionali a cui le pp.aa. possano attingere. Grazie.