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IL CASO/ Lo “spettacolo” tragicomico dei concorsi pubblici

La Pubblica amministrazione è molto importante in Italia, visto quello che costa. Tuttavia basta leggere un bando di assunzione, come fa NICOLO' BOGGIAN, per cadere nello sconforto

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La Pubblica amministrazione è molto importante in Italia, perché con i suoi servizi e comportamenti deve giustificare un livello di tassazione tra i più alti d’Europa e del mondo. Sulla coerenza tra servizi offerti e spesa sostenuta poggia il patto sociale sui cui si basa la nostra democrazia. Anche se spesso ci si concentra sulle patologie come il clientelismo, le frodi fiscali, i baby pensionati o le pensioni d’oro è spesso nel funzionamento “ordinario” della società che si trovano i motivi più seri della crisi che stiamo vivendo e della difficoltà del nostro Paese.

Visionando quindi il nuovo bando di concorso del Ministero dell’Economia e delle Finanze per la selezione di 179 dipendenti pubblici si vedono le ragioni di molti nostri problemi. Non me ne vorranno i bravi dirigenti del Ministero che purtroppo condivideranno molte delle osservazioni che farò da qui in avanti. Innanzitutto si registra la solita incomprensibilità e lungaggine dei vari rimandi di legge che caratterizzano qualsiasi atto pubblico. Questo mostro legal/burocratico inghiotte spazio, energie, competenze e tempo, sottraendolo al contenuto di informazione e di azione che si vuole produrre. Non sorprende quindi che le competenze di un funzionario pubblico si focalizzino per la maggior parte sulla capacità di comprendere il contesto legale in cui si opera e di produrre azioni in accordo con questo, piuttosto che di conoscere il mondo che circonda la Pubblica amministrazione e il modo di “connettervisi”.

È un po’ come se in un azienda privata l’80% delle risorse, dei dipendenti e del tempo fossero impiegati nella direzione legale e solo il 20% per erogare servizi, programmare il futuro, progettare soluzioni e in generale operare secondo la missione o l’oggetto sociale di riferimento. Primo punto sarebbe creare una “divisione legale” nella Pa che si occupi di tutti gli aspetti giuridici per lasciare che il resto dei dipendenti si focalizzino nel dare un servizio effettivo a cittadino e imprese senza doversi concentrare sulla legittimità degli atti.

Secondariamente stupisce che la sezione Bandi e Concorsi nel sito del Ministero sia pubblicata in basso nella pagina, dove è meno visibile rispetto a molte altre informazioni che stanno in alto, ma sono senz’altro meno interessanti. Sarebbe quindi opportuno, trattandosi di un concorso pubblico , di dare massima visibilità all’avviso pubblicando l’annuncio, in posizione visibile, su vari siti web o testate, possibilmente specializzate nella ricerca di lavoro e a larga diffusione. Si può fare o dobbiamo aspettare una legge in tal senso?

Proseguendo nell’analisi emerge poi il vero vulnus di tutta la procedura selettiva: la mancanza totale di informazioni relative alla destinazione lavorativa dei candidati prescelti. Non stupisce quindi che l’elenco dei requisiti richiesti per la partecipazione al concorso sia così scarno, indicando solo la necessità di un titolo di laurea e due macro aree di riferimento - area giuridica (sigh) ed economica - oltre ai requisiti legali (doppio sigh).

La prima cosa che s’impara facendo selezione del personale è che i requisiti di una ricerca dipendono sempre dal tipo di mansione che s’intende occupare. Ovvero non esistono delle qualità e competenze perfette in assoluto, ma per ogni incarico si dovrebbe valutare ciò che “serve”, tant’è che le ricerche di personale spiegano dettagliatamente quali sono il ruolo, la funzione , gli obiettivi da raggiungere e i requisiti migliori per svolgere al meglio il lavoro.


COMMENTI
19/01/2014 - Per esperienza diretta (Marco Claudio Di Buono)

Sono vincitore ed idoneo in 2 concorsi pubblici che a causa del blocco del turn over non è stato assunto. Come me ci sono migliaia di persone in graduatorie vigenti presso varie pp.aa., che attendono da anni e non sanno se verranno mai assunte. Capisco che siamo in un momento storico dove si pensa a ridurre le spese pubbliche (ma a fronte di tanti sacrifici dei cittadini perché il debito pubblico è arrivato a 2100 miliardi? Qualcuno me lo sa spiegare?). Uno Stato serio rispetta le sue leggi e non imbroglia i cittadini. La Costituzione e le norme in materia dicono che si accede al pubblico impiego tramite concorso. Perché si continuano a bandire concorsi e non si dice chiaramente che non è assolutamente certo che i vincitori possano poi essere assunti. Ci sono milioni di euro in ballo, perché i concorsi sono un affare. Ma ci sono anche i diritti dei vincitori e degli idonei, ci sono i diritti dei contribuenti a non veder sprecato il denaro pubblico. Ripensare e riorganizzare la p.a. non è cosa facile, ma anche i servizi pubblici sono importanti per un paese, se si vuole ripartire. Occorre obbligare le p.a. a verificare con criteri aziendalistici le reali necessità di organico. Esaurire le graduatorie vigenti, senza sprecare altre risorse. Obbligare a non bandire nuovi concorsi se si hanno graduatorie vigenti. Magari fare un concorso unico nazionale per profili e graduatorie nazionali a cui le pp.aa. possano attingere. Grazie.