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RIFORMA PENSIONI/ Zanetti (Sc): ecco come dire addio alle pensioni d’oro

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Proprio così. Come al solito i grillini fanno un po’ di confusione. Sono dei bravi ragazzi, ma quando smettono di urlare e si mettono a scrivere, un po’ di efficacia la perdono. La Corte Costituzionale ha già detto che il contributo di solidarietà, a suo tempo bocciato, non andava bene proprio perché discriminava tra redditi da pensione e altri tipi di reddito, da lavoro o altri. Il fatto che il contributo venga esteso a tutte le pensioni e non riguardi solo quelle da un certo livello in su, non è risolutivo rispetto alla problematica costituzionale. Il problema rimane perché la Consulta, anche giustamente, ha detto che non si può discriminare tra titolari di redditi da pensione e titolari di redditi da lavoro. Non ha detto che non va bene se colpisci solo alcuni titolari di pensione. Quindi la discriminazione resta e la Corte boccerebbe di nuovo il provvedimento.

 

Scelta civica invece cosa propone?

La nostra proposta prevede che fino a 10 volte la minima, cioè fino a 60mila euro circa, non si faccia alcun tipo di intervento. Stiamo parlando ovviamente di 60mila euro lordi, che tradotti in pensione netta significa circa 2.800 euro al mese. Sfido chiunque ad affermare che a quella soglia si possa parlare di pensioni d’oro.

 

Oltre i 60mila euro cosa succede?

Da quella soglia in su sono previsti interventi, ma attenzione. Questi interventi non andranno a colpire tout court il reddito da pensione, ma solo la differenza tra la pensione che viene erogata al soggetto e quella che gli verrebbe erogata se venisse calcolata per intero con il metodo contributivo, che è l’unico applicabile alle nuove generazioni. In altre parole, il contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 60mila euro colpisce il solo differenziale tra la pensione, diciamo, effettivamente guadagnata con i contributi versati e quella regalata con il più generoso metodo retributivo. Una soluzione più equa, che evita anche un’altra discriminazione.

 

Quale?

Evita di penalizzare chi magari ha pensioni elevate, ma assolutamente coperte da contributi, motivo per cui non si capisce perché dovrebbe pagare ancora. È una soluzione più equa perché colpisce la sola parte che il soggetto non ha finanziato con i suoi contributi. Inoltre, un’impostazione di questo genere mette veramente al riparo dalla censure della Corte Costituzionale.

 

In questo caso la Consulta non avrebbe nulla da eccepire?


COMMENTI
18/01/2014 - Paradosso costituzionale (FRSNCESCO VILLS)

Mi piacerebbe conoscere il parere della Consulta sulla costituzionalità di questo evidente paradosso: siamo due gemelli nati nel 1953; mio fratello gemello iniziò a lavorare subito dopo aver conseguito la licenza di scuola media, io continuai a studiare. Il mio gemello è in pensione da 3 anni, io "dovrei" accedere alla pensione nel 2020. La domanda è la seguente: Come si pone l'articolo 3 della nostra costituzione nei confronti della evidente disuguaglianza di trattamento in tema accesso alla pensione di due persone di uguale sesso, lingua,razza, religione ecc.?