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Lavoro

RIFORMA LAVORO/ Treu: due "ritocchi" possono bastare

Enrico Giovannini (Infophoto)Enrico Giovannini (Infophoto)

La realizzazione di un testo unico del lavoro, di per sé, sarebbe un’opera mastodontica. Credo che sia, invece, necessario cominciare dalla semplificazione degli adempimenti che incontrano le imprese per assumere, o dallo sportello unico per il lavoro, un luogo, cioè, dove le imprese possano ricevere tutte le informazioni di cui hanno bisogno rispetto alle procedure burocratiche e legali di cui devono farsi carico. Altro settore da semplificare notevolmente, è quello degli ammortizzatori sociali.

 

Lei cosa suggerisce?

Una razionalizzazione. La cassa integrazione, per esempio, non può protrarsi per sette anni. Deve durare, invece, un tempo ragionevole, finché c’è la possibilità reale che l’azienda si riprenda. Dopo di che, si deve passare all’indennità di disoccupazione; quest’ultima, infine, va rafforzata: gli ammortizzatori sociali vanno estesi universalmente a tutte le categorie lavorative. Le risorse si possono reperire, per l’appunto, evitando di concentrarle per anni su aziende ormai decotte.  

 

Cosa ne pensa dell’ipotesi di un contratto unico?

Anch’esso fa parte della semplificazione. L’obiettivo di fondo è quello di superare l’attuale miriade di contratti, spesso fonte di complicazioni, incertezze e precarietà. Tuttavia, in concreto, bisogna capire che forma assumerebbe. Le proposte in campo sono le più svariate e, per esempio, sarà necessario comprendere se dovrà essere applicato in caso di prima assunzione, magari per un periodo di tre anni, o per sempre. In sostanza: se un 35-40enne cambia lavoro, dovrà ricominciare da capo e farsi tre anni di prova, o no? Insomma, sarà una delle questioni più delicate di cui si dovrà discutere. 

 

(Paolo Nessi

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