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RIFORMA LAVORO/ Treu: due "ritocchi" possono bastare

Secondo TIZIANO TREU, le priorità del 2014 consisteranno nel permettere ai giovani di trovare un’occupazione attraverso i fondi europei e nell’estensione universale delle tutele sociali

Enrico Giovannini (Infophoto) Enrico Giovannini (Infophoto)

Siamo, ovviamente, ben distanti dai livelli occupazionali minimamente accettabili, ma, per lo meno, qualcosa negli ultimi tempi si è smosso. Ne è convinto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che dalle pagine de Il Sole 24 Ore fa il punto sull’anno trascorso, sottolineando la bontà di misure quali gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato (tra giovani, donne e over 50 sono state assunte circa 35mila persone) e ipotizza le priorità per quello appena iniziato: attivazione della youth guarantee grazie a 1,5 miliardi di euro di fondi europei, testo unico del lavoro e contratto unico. Abbiamo parlato di tutto ciò con Tiziano Treu, professore di Diritto del lavoro presso l'Università Cattolica e già ministro del Lavoro.


Crede che la youth guarantee possa realmente essere implementata e avere efficacia?

Il Piano garanzia giovani è un impegno europeo di cui sono convinti e sul quale hanno deciso di impegnarsi sul serio pressoché tutti, a partire da Enrico Letta. La volontà di agire è reale.

Come?

Serve attrezzare i Centri pubblici per l’impiego e gli operatori privati affinché possano prendersi in carico migliaia di giovani coinvolgendo, ovviamente, Regioni, scuole e università; così come è stato fatto in tutti i paesi europei, l’Italia deve dar vita, in maniera efficace, ad attività di orientamento e di accompagnamento. Tali attività, se svolte correttamente, consentirebbero di superare il mismatch, ovvero la discrepanza tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Ci spieghi.

Non ci sono solamente giovani che non trovano un’azienda che abbia bisogno di loro, ma anche aziende che non trovano il personale di cui hanno bisogno. Ovviamente, questi discorsi hanno senso se c’è la ripresa. Se, intorno, c’è il deserto produttivo, è difficile ipotizzare il rilancio dell’occupazione.

In tal senso, crede che gli incentivi fiscali per le assunzioni stiano funzionando?

Indubbiamente, stanno rappresentando uno stimolo importante. C’è da dire che sono partiti lentamente, mentre molti imprenditori non sanno che, se assumono a tempo indeterminato, possono godere di sgravi fiscali. L’informazione in merito, che è parte integrante del servizio che deve essere reso dallo Stato, va certamente potenziata. Nel resto d’Europa, d’altra parte, i governi hanno fortemente pubblicizzato le iniziative analoghe. Trattandosi, in parte, di risorse europee, sarà fondamentale dimostrare di saperle utilizzare al massimo. Solo così, infatti, sarà possibile ottenerne dall’Europa di ulteriori.

Secondo Giovannini, dall’anno prossimo è possibile realizzare un testo unico del lavoro.