BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

FIAT/ Alfa Romeo, Marchionne e sindacati aspettano la "firma" di Letta

Fiat e sindacati stanno già lavorando al rinnovo del contratto e la produzione in Italia sembra legata al rilancio di Alfa Romeo, che, spiega GIUSEPPE SABELLA, chiama in causa il Governo

InfophotoInfophoto

Come comunicato qualche giorno fa dall’Acea (l’Agenzia europea dell’industria automobilistica), il mercato europeo dell’auto ha subìto ulteriori rallentamenti: nel 2013 scende dell’1,8%. È il sesto calo consecutivo e il peggior volume dal 1995. Nel 2013 Fiat Group Automobiles ha immatricolato in Europa (Ue a 27 + Paesi Efta) 740.641 nuove vetture (calo del 7,3% sulle 798.924 del 2012) e la sua quota di mercato è scesa al 6% rispetto al 6,4% del 2012. Fiat si consola con l’importantissimo mercato brasiliano, dove quest’anno entrerà in funzione la seconda fabbrica, quella di Pernambuco, che ha una capacità produttiva di 250 mila veicoli l’anno. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne dovrà difendere un primato che in Brasile dura da dodici anni; quest’anno ha venduto circa un milione e 800 mila veicoli, il 9% in più dell’anno precedente.

Tuttavia, nella nuova società che prenderà forma dopo la fusione, emerge tutto il peso di Chrysler, in forte ripresa nel mercato Usa e in fortissima ascesa in quello del Sol Levante (+26% nel 2013!). A livello di vendite, l’Italia conta meno del 10% sul totale. La crisi ha colpito molto duro, non solo Fiat ma tutti i costruttori generalisti, a parte Volkswagen. Il Lingotto ha perso quote di mercato finendo dietro Bmw, al settimo posto. I conti continuano a essere in rosso, il piano industriale atteso per il primo di maggio farà chiarezza sulle strategie continentali.

Cosa ne sarà quindi della produzione in Italia? Come riportato da Il Corriere della Sera la scorsa settimana, tutto fa pensare che Sergio Marchionne questa volta faccia sul serio circa il rilancio di Alfa Romeo: l’intenzione del manager italo-canadese trova conferme negli ambienti sindacali. Vero è che, se l’obiettivo dichiarato è la fascia premium del mercato, Alfa Romeo è sicuramente tra i prodotti interessanti in questo senso, insieme a Ferrari e Maserati. Quindi, i “capannoni-fantasma mimetizzati in giro per l’Italia” e le “squadre di uomini che stanno preparando i nuovi modelli Alfa Romeo” - per citare l’ad di Fiat-Chrysler - sembrano qualcosa di più di semplici invenzioni pensate ad hoc per la stampa.

Da una parte quindi il lusso Ferrari, Maserati e Alfa; dall’altra il marchio Fiat alle prese con una trasformazione: prodotti a valore aggiunto derivati da Panda e Cinquecento. Queste le intenzioni di Marchionne, che significano possibili investimenti sui nuovi prodotti e sulle fabbriche (si parla di 9 miliardi). Le antenne di Fiat-Chrysler sul mercato globale sono anche particolarmente attente all’espansione sul mercato cinese - dove il marchio Fiat sconta una storica debolezza - e alla ripartenza delle vendite in Europa, che gli analisti danno per sicura quest’anno.