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Lavoro

FIAT/ Uliano (Fim-Cisl): Letta come Marchionne, basta con i "rinvii"

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L’impianto è a regime, ha saturato i 1.000 che erano in cassa integrazione assorbendone altri 1.000 da Mirafiori anche questi in cassa integrazione. Con gli investimenti fatti si tratta di un impianto che ha dato lavoro anche ai cassintegrati di Mirafiori.

 

Quali invece necessitano di investimenti strutturali?

Sicuramente Mirafiori e Cassino. A Mirafiori, dove sono circa 4.300 i lavoratori in cassa integrazione che lavorano sulla MiTo per 3 giorni al mese, entro il primo semestre 2015 andrà in produzione il primo Suv di Maserati, il Levante, e poi a ruota l’altro modello successivo.

 

A Cassino sarà effettivamente rilanciato il marchio Alfa Romeo?

A Cassino lavorano 3.860 lavoratori sono impiegati 6/7 giorni al mese. Stiamo chiedendo all’azienda di accelerare i tempi, come del resto anche a Pomigliano e Mirafiori.

 

Quindi voi date per scontati questi investimenti che la Fiat ha promesso in particolare su Alfa Romeo…

Marchionne ci aveva presentato i nuovi sette modelli Alfa già nel 2012, la cui produzione ricadrà in gran parte su Cassino e in parte minore su Mirafiori. Nei prossimi incontri ci aspettiamo conferme per queste produzioni e ci aspettiamo la definizione di tempistiche di produzione perché oggi non ci sono più ragioni di attendere, dato che i modelli vanno verso mercati in crescita e che la partita con Chrysler si è chiusa positivamente.

 

Marchionne a proposito degli investimenti dice “mercato permettendo”, introduce quindi una variabile. Ma il mercato non lo conosce? Se gli analisti danno il mercato in crescita, perché rispetto alla produzione c’è ancora questa incertezza circa gli investimenti previsti in particolare per Alfa Romeo?

La variabile credo stia a indicare la complessità di mandare a regime la produzione, gli stabilimenti, e di assorbire così i lavoratori in cassa integrazione. La produzione dei nuovi modelli è fattore per ricreare quelle condizioni che possono mandare a regime gli stabilimenti e saturare così l’occupazione.

 

A Termini Imerese la produzione è ferma dal dicembre 2011: cosa succede a giugno 2014 quando scadrà la cassa integrazione di 1.100 lavoratori?

Due anni fa le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un accordo sofferto di chiusura dello stabilimento e di reindustrializzazione che non sta compiendosi. Con il Ministero si sta cercando come noto di trovare un acquirente del sito produttivo per una sua reindustrializzazione. L’obiettivo nostro è quello di evitare la mobilità e rioccupare tutti i lavoratori. Naturalmente siamo e saremo attenti al futuro di questo stabilimento e, se Fiat dovesse ripensarci, saremo pronti a trovare tutte le soluzioni.

 

(Giuseppe Sabella)

 

In collaborazione con www.think-in.it

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