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Lavoro

IL CASO/ Contratto unico e articolo 18, una “trappola” per il lavoro

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Il Censis ci dice che ciascuno deve fare la propria parte, dal Governo centrale per le grandi opere pubbliche e le infrastrutture all’ultimo Comune d’Italia per le manutenzioni e la difesa del territorio, dalla grande impresa alle piccole nicchie di artigianato e commercio, ad esempio anche con l’introduzione di una cultura industriale in talune aree dei servizi tipicamente italiani, quali il turismo e i beni culturali.

Tutto ciò deve essere sostenuto con ampie condivisioni collettive da parte delle diverse rappresentanze della politica e delle istituzioni, dalle dirigenze e dagli addetti alle amministrazioni pubbliche e parapubbliche: anche sindacati e rappresentanze dei diversi datori di lavoro facciano il loro mestiere, consapevoli che abbiamo bisogno di meno dibattiti sulle regole e più incentivi verso comportamenti virtuosi e maggiormente orientati al benessere comune.

Gli incentivi economico-finanziari sono necessari, per non scadere solo nel “volontarismo morale”, così come sono necessari strumenti e atti più semplici e meno pesanti sul piano degli adempimenti; ma senza una ripresa progressiva di comuni e condivise responsabilità, nei propri e distinti campi di azione, la strada è maggiormente impervia per tutti. 

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