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Riforma pensioni 2014/ Pensione flessibile e Tfr in busta paga, i vantaggi e i rischi

Di riforma pensioni non si parla ormai più. Eppure, spiega LUCA SPATARO, una flessibilità in uscita dal mercato del lavoro aiuterebbe. Il Tfr in busta paga può creare invece dei problemi

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A pochi giorni dalla presentazione della legge di stabilità, il tema di una riforma delle pensioni è svanito nel nulla. Nei mesi scorsi si era parlato di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e prestito pensionistico. Nelle ultime settimane però quanti in passato avevano sottolineato l’importanza di intervenire sulla riforma delle pensioni sono rimasti in silenzio. Giuliano Poletti, ministro del Welfare, Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera, e il sottosegretario Pier Paolo Baretta sembrano concentrati soprattutto sulla discussione del Jobs Act. Ne abbiamo parlato con Luca Spataro, professore di Economia politica all’Università degli Studi di Pisa.

Come ritiene che si debba intervenire per riformare le pensioni?

Va verificata la possibilità di mandare in pensione anticipata qualche lavoratore anziano particolarmente in difficoltà, sia perché l’azienda sta risistemando il suo piano industriale, sia perché svolge un lavoro particolarmente usurante. Questo pensionamento anticipato dovrebbe avvenire però senza avere diritto ai benefici derivanti dal sistema retributivo, e quindi con l’unica regola del contributivo. In questo modo è possibile evitare aggravi eccessivi per l’Inps e “regali” per i lavoratori, e nello stesso tempo creare un po’ di turnover.

Perché la Germania ha abbassato l’età pensionabile proprio mentre l’Italia l’ha alzata con la legge Fornero?

La Germania tra qualche anno avrà il problema della povertà dei pensionati, perché con i mini-job ci saranno pensioni da fame. Il governo tedesco ha un problema opposto al nostro, in quanto avrà pensioni troppo basse mentre noi le abbiamo troppo alte. La Merkel ha abbassato l’età pensionabile a 63 anni per venire incontro alle pressioni dell’ala più di sinistra del suo governo. Si è trattato di uno scambio di un dividendo dovuto alla moderazione salariale.

La Germania dove ha trovato le risorse per abbassare l’età pensionabile?

La Germania ha potuto fare quest’operazione perché ha una disoccupazione ai minimi, intorno al 5%, mentre in Italia è al 12,3%. Il governo tedesco ha staccato un dividendo derivante dalla crescita a favore dei pensionati. La spesa per le pensioni in Italia è attorno al 14/15% del Pil, mentre in Germania è di qualche punto percentuale in meno. L’abbassamento dell’età pensionabile è stato dunque possibile grazie agli spazi per quanto riguarda la finanza pubblica.

Che cosa ne pensa invece della proposta di portare il Tfr in busta paga?