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LAVORO E PENSIONI/ I privilegi che solo la troika può cancellare

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Ma nella cecità in cui è caduto il Paese, questi simulacri di un tempo che non c’è più fanno comodo al blocco di potere della conservazione che vi ha costruito una linea Maginot difficile da aggirare. E Renzi sembra un burattino dei pupi, frenetico, veloce di lingua, ma non in grado di usare davvero la spada o meglio l’ascia bipenne che servirebbe in questo momento.

Quell’ascia si chiama sospensione di ogni diritto acquisito. Per tutti: pensionati, politici, pubblici dipendenti, imprenditori. I diritti che non possiamo permetterci non sono diritti, ma privilegi, soprattutto se riguardano alcuni alle spalle di altri. E non deve sorprendere se quelli che ne godono alzano alti lai dicendo che sono conquiste. Sono conquiste per loro, sconfitte e disperazione per noi che dovremo pagarli. Il sociologo Ugo Ascoli qualche anno fa sosteneva che in Italia stavano saltando le solidarietà. Le solidarietà oggi sono insostenibili per cui è tempo di rifondare i patti di cittadinanza, nel lavoro, nel welfare e nell’economia. In questo ha ragione il Movimento 5 Stelle, anche se la proposta che fa è figlia dello stesso vittimismo e oggi sosterebbe molti degli stessi privilegi che ci hanno portato sulla soglia dell’abisso.

E qui si spiega perché ormai gioco le mie carte sul futuro del Paese sulla troika, piuttosto che su Renzi che non avrà mai il coraggio, lo spessore e la visione per fare quello che serve. Né sul mercato del lavoro, né sul Paese. Quindi, non ha senso commentare, ennesima voce nel deserto, non già un disegno di legge, ma le esternazioni del momento che domani cambieranno.

Come si legge su Facebook gli elicotteri del Fondo monetario internazionale sono in volo. E io li aspetto come l’ultima speranza.

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COMMENTI
12/10/2014 - la trojka??come in grecia? (marco falini)

Egr. Ing. Solari, si legga goofynomics, icebergfinanza, orizzonte 48, voci dall'estero, Nino Galloni. Il problema e' l'euro, il cambio fisso, la stampante in mano a privati anziche' lo (gli) stati, il fondo salvabanche(degli altri)...tutta roba che noi allegramente paghiamo(regalando ben piu' che 100 miliardi l'anno).....altro che proporre soluzioni al ribasso....piu' abbassi gli stipendi piu' la crisi aumenta...e' una crisi da domanda, dovuta ai soldi che hanno tolto al ceto medio per darli alle multinazionali (400 miliardi di elusione fiscale all'anno in europa). E' in atto una restaurazione feudale, stanno eliminando la storia degli ultimi 200 anni...e lei, mi permetta, non lo ha affatto capito...

RISPOSTA:

La ringrazio per il titolo di ingegnere, del tutto non meritato, visto che sono laureato in economia aziendale, ma la confusione mi sembra regni un po' nella sua risposta. La "letteratura" (in realtà insieme di siti senza alcuna granfia di validità) a cui fa riferimento è un guazzabuglio di cose parzialmente serie, semi-serie e ridicole alla rinfusa che sono state ampiamente confutate da chi di economia si occupa (e comprensibili anche da chi almeno ha studiato le possibili alternative di interpretazione). A questo punto mi chiedo perché non suggerire di leggere anche il Corriere dei Ragazzi e Dylan Dog e cercare la risposta nell'Area 51 che sono almeno altrettanto rigorosi. Lei ha tutto il diritto di non condividere la mia analisi e confutarla, ma non sparando una sequenza di affermazioni alla rinfusa (che è una perifrasi di quello che penso siano). Poiché il mio obiettivo non è di convertire o di creare folle osannanti come alcuni dei personaggi che cita, le dico che per me sono idiozie e rimaniamo tutti e due del nostro avviso. Io al bar non scendo. Sostenere poi che sia una crisi da domanda è ridicolo, visto che è evidente che si tratta di una crisi d'offerta, che colpisce non a caso soprattutto chi ha un mix inefficiente di fattori produttivi. (Luca Solari)