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RIFORMA PENSIONI/ Mannucci (Ugl): Inps, stop alla "rapina" di Stato e colossi finanziari

La sede dell'Inps La sede dell'Inps

L’Ugl ha realizzato un fascicolo sulle condizioni di vita dei pensionati che consegnerà al Papa, ai ministri dell’Interno e del Lavoro e al presidente del consiglio. Tra le difficoltà che incontrano gli anziani non ci sono soltanto le pensioni basse, ma anche il fatto che non sono state adeguate negli anni a un costo della vita sempre più elevato. La loro situazione però è destinata a peggiorare …

 

Perché?

Noi abbiamo il sospetto che ci siano manovre in corso da tanti anni per togliere di mezzo l’Inps, dopo avere cancellato l’Inpdap, con la scusa che non funziona e spreca i soldi dello Stato. Attraverso queste manovre, l’obiettivo dei grandi colossi finanziari è quello di sostituire la previdenza pubblica con quella privata. Storicamente l’Inps si è sempre distinta dalle altre previdenze private perché ha obbligato i lavoratori a farsi trattenere una quota sugli stipendi, che poi serve a fare le pensioni.

 

È davvero pensabile un’abolizione dell’Inps?

Se si dovesse cancellare l’Inps, e quindi la trattenuta obbligatoria, tra 15-20 anni avremo milioni di persone che durante la loro vita lavorativa non saranno riuscite a mettere da parte i soldi per la loro previdenza. E quindi lo Stato dovrà pagare milioni di assegni sociali ad anziani rimasti privi di qualsiasi reddito e ridotti alla fame. Questa è la fine che faremmo se cancellassero l’Inps.

 

Fino a che punto questi piani rischiano realmente di concretizzarsi?

Abbiamo saputo riservatamente che Confindustria sta preparando una proposta di legge in cui, siccome il costo del lavoro è troppo elevato, chiederà per le imprese consociate un’esenzione dal versare la quota a favore delle pensioni dei dipendenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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