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RIFORMA PENSIONI/ Mannucci (Ugl): Inps, stop alla "rapina" di Stato e colossi finanziari

Di riforma pensioni nel 2014 non si parla più. Ma le ultime news sulle pensioni parlano di una situazione molto difficile per i pensionati. E CORRADO MANNUCCI dell'Ugl rincara la dose

La sede dell'Inps La sede dell'Inps

Le pensioni non saranno un tema della Legge di stabilità. Eppure una riforma servirebbe se ben 6,8 milioni di pensionati vivono con meno di 1.000 euro al mese. Il dato emerge dal Bilancio sociale Inps relativo al 2013, secondo cui 2,1 milioni di anziani percepiscono un assegno al di sotto dei 500 euro al mese, mentre quasi il 70% prende meno di 1.500 euro. Sempre secondo i dati Inps, i dipendenti del settore privato sono diminuiti di 140.195 unità, contro le 64.491 unità in meno per quanto riguarda i lavoratori pubblici. Ne abbiamo parlato con Corrado Mannucci, segretario generale di Ugl Pensionati.

Quali sono le richieste dell’Ugl sul tema delle pensioni?

Il bilancio Inps è diviso in previdenza e assistenza. La previdenza è tutto ciò che deriva da contributi versati dal datore di lavoro e dal lavoratore. L’assistenza è invece per legge a carico dello Stato. Il fatto però che entrambe le voci entrino nel bilancio dell’Inps crea una grande confusione. La nostra prima richiesta è quindi che tutte le voci in uscita del bilancio previdenziale Inps siano rivisitate una per una. Ci sono moltissime voci che da anni gravano sul bilancio della previdenza, ma sono in realtà assistenza.

L’accorpamento di Inps e Inpdap ha semplificato le cose?

Niente affatto. Finché l’Inpdap era separato dall’Inps, i debiti del primo ricadevano sullo Stato. L’accorpamento ha consentito di scaricare il passivo dello Stato sull’Inps, che gestisce privatamente le pensioni. In questo modo la nuova realtà nata dalla fusione di Inps e Inpdap può rivendicare pagamenti non effettuati dallo Stato per 7mila miliardi di euro. Tra le maggiori voci di passivo dell’Inps c’è l’integrazione delle pensioni minime, che però fa parte delle prestazioni assistenziali e non della previdenza e dunque dovrebbe gravare sullo Stato.

Perché i governi che si sono succeduti negli ultimi anni non hanno risolto questo problema?

Il motivo è molto semplice. All’epoca del governo Prodi mi incontrai con il premier, e quando gli chiesi perché non erogasse i soldi necessari ai bilanci degli enti previdenziali, lui mi rispose: “Questi soldi servono a noi per rientrare da Maastricht”. Quella che è in atto è una rapina continua dello Stato nei confronti dell’Inps, ed è per colpa di questa rapina che i giovani quando si ritireranno dal lavoro non avranno più la pensione. Ciò che occorre è fare chiarezza sul bilancio dell’Inps, non inventarci un’altra riforma delle pensioni.

Che cosa proponete invece per quanto riguarda le pensioni minime?