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MANOVRA/ Tfr in busta paga, Irap e contratti: i punti da non "rovinare"

La Legge di stabilità approvata dal Governo contiene anche delle misure riguardanti i lavoratori e le imprese, con l’intento di favorire l’occupazione. Ce le illustra GABRIELE FAVA

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Dopo gli annunci dei giorni scorsi, il consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge Stabilità per l’anno 2015, che dal 2010 sostituisce la Legge Finanziaria. Il testo del Disegno di legge dovrà ora seguire l’iter parlamentare e passare il vaglio dell’Unione europea, che dovrà stabilire se l’Italia ha rispettato i vincoli di bilancio secondo i noti parametri di Maastricht, sul disavanzo e debito pubblico. Si tratta di una manovra da 36 miliardi di euro, di 6 miliardi superiore rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi, che comprende un taglio delle tasse per circa 18 miliardi di euro e che ha l’obiettivo di favorire la crescita e la ripresa dei consumi.

Tra le principali novità la previsione del tanto discusso pagamento del Tfr in busta paga (da ricevere ogni mese fino al 100% della somma maturata nel corso dell’anno), nonostante le opposizioni delle parti sociali. Sarà il lavoratore a scegliere se chiedere l’anticipo del Trattamento di fine rapporto e potranno fare domanda anche i lavoratori che hanno scelto di trasferire il Tfr verso i fondi pensione, ma la domanda non potrà essere estesa al Tfr maturato negli anni precedenti. Il Disegno di legge delinea anche le modalità operative per l’erogazione: a fronte della richiesta del dipendente, l’azienda si fa rilasciare dall’Inps una certificazione al diritto alla prestazione che è trasmessa alle banche per ottenere l’erogazione di un finanziamento destinato all’anticipo del Tfr. Alla scadenza del finanziamento, in caso di mancata restituzione delle somme da parte dell’azienda, la banca si potrà rivolgere all’Inps per recuperare il credito vantato verso l’azienda.

Per mettere in campo tale misura e per definire meglio gli aspetti tecnici e operativi sarà però necessario attendere il decreto attuativo e la convenzione con l’Abi (Associazione bancaria italiana) con cui è in corso un confronto per evitare problemi di liquidità, soprattutto alle piccole e medie imprese. Per il momento sembra poi che il Tfr in busta paga possa essere richiesto solo da chi presta opera nel settore privato (esclusi i lavoratori domestici e del settore agricolo).

Oltre alla misura sul Tfr, viene finalmente introdotto uno sgravio dei contributi previdenziali per i primi tre anni per i nuovi assunti a tempo indeterminato, con il chiaro obiettivo di ridurre il costo del lavoro e di incentivare le assunzioni con carattere di stabilità.

Ulteriore previsione, con finalità di ridurre il costo del lavoro, è la tanto attesa deducibilità dalla base imponibile Irap del costo del lavoro. L’intento è di incentivare le assunzioni e di rendere più competitive le imprese, specialmente di rilevanti dimensioni, che sono quelle maggiormente penalizzate dall’incidenza del costo del lavoro.