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Lavoro

IL CASO/ La ricetta di Renzi non basta a ridare lavoro a 2 milioni di giovani

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E’ senz’altro la strada giusta. Il problema è che per creare posti di lavoro per i giovani bisogna creare delle politiche che siano loro favorevoli. Forse non siamo molto stati bravi ad attivarle attraverso servizi che siano in grado di favorirne lo sviluppo. Siamo il Paese più indietro nei servizi, e questo probabilmente incide. D’altra parte c’è un problema oggettivo di aziende che non hanno la capacità, per le difficoltà che vivono in questo momento, di inserire dei giovani nel mercato.

 

Che cosa ne pensa del bonus per le assunzioni previsto dalla legge di stabilità?

Secondo quanto stabilisce la manovra, chi assume con contratto a tutele crescenti non paga determinati contributi. Questa misura sarebbe un fatto importante soprattutto se sarà inserita all’interno di altre politiche come ad esempio la riduzione dell’Irap per le imprese e a misure per lo sviluppo per sostenere la crescita delle piccole e medie imprese. Il bonus per le assunzioni cioè da solo fa poco, va inserito in un contesto più ampio, e proprio per questo valuto positivamente il taglio dell’Irap.

 

Non sarebbe stato meglio estendere il bonus anche alle assunzioni a tempo determinato e alle partite Iva?

Penso che questa scelta faccia parte della politica del governo, che vuole favorire l’ingresso con contratto a tutele crescenti, e nell’attuale situazione del Paese questo è un fatto positivo. In questo modo ci si comincia ad accorgere che la situazione del mercato del lavoro non è più quella di una volta, e che il posto fisso per sempre non esiste più.

 

(Pietro Vernizzi)

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