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Lavoro

ARTICOLO 18/ Merli Brandini: lo Statuto dei lavoratori ha fatto crollare Pil e produttività

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Gli accordi interconfederali del 1950 e del 1965 regolavano la questione del reintegro sul posto di lavoro secondo modalità conciliative che sono risultate molto efficaci. Da quando abbiamo accettato quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori le responsabilità sono passate di mano, e la sovranità dal contratto si è trasferita alla legge. Il piagnisteo sulle forme contrattuali che ne è conseguito non è colpa dei sindacati, ma dei politici che non sono in grado di affrontare questi problemi.

 

Lei ritiene che lo Statuto dei Lavoratori storicamente abbia impedito al Pil dell’Italia di crescere?

Lo Statuto dei Lavoratori è stata un’idea di Pietro Nenni, un politico di formazione ottocentesca, convinto che lo Stato avesse il compito di garantire il paradiso in terra a tutti gli esseri umani. In questo modo Nenni ha messo nei guai l’Italia intera. Prima di allora con gli accordi interconfederali e la sovranità delle parti sociali, avevamo assistito al miracolo economico italiano.

 

Quindi che cosa è successo?

Dal 1970 ai nostri giorni c’è stato un crollo di Pil e produttività, è venuta meno la competitività e la gente è sempre più sfiduciata. Sono questi i problemi che dobbiamo affrontare oggi, e la cui origine si colloca nel momento in cui il sindacato ha accettato di rinunciare alla sovranità in tema di contrattazione sul lavoro a favore delle leggi stabilite dalla politica.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
02/10/2014 - aggiornamenti (icilio vallo' valloetti)

merli prandini ha dimenticato di dire che in seguito allo sciagurato statuto tutte le multinazionali stabilite in italia hanno iniziato a disinvestire ed a trasferire la produzione all'estero sopratutto quelle ad alta intensita'di manualita'-sarebbe interessante che qualche ricercatore esaminasse qust problema.saluti