BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Proietti (Uil): ora Renzi mantenga le promesse con la Legge di stabilità

InfophotoInfophoto

Se il lavoratore va in pensione a 62 anni, con il sistema contributivo, avrà versato meno contributi e dunque prenderà meno di pensione. Non ci può essere certo un ulteriore danno.

 

La Legge di stabilità verrà presentata a metà ottobre: pensa quindi che l’esecutivo, che deve tener conto dei vincoli di bilancio, manterrà gli impegni presi?

Noi confidiamo che il governo rispetti quanto affermato. Il ministro Poletti, più volte, ha sottolineato come si stesse lavorando per reintrodurre un principio di flessibilità. E poi ci sono, soprattutto, le affermazioni di Matteo Renzi, che ha esplicitamente detto che avrebbe esteso il taglio delle tasse (attraverso il bonus degli 80 euro) anche ai pensionati. Ci aspettiamo dunque che le parole vengano seguite dai fatti. Il premier afferma di essere una persona che rispetta gli impegni: tra pochi giorni avremo la prova del nove.

 

È ottimista?

Allora, sia l’operazione di flessibilità sia quella relativa a un primo taglio delle tasse sono pienamente sostenibili dal punto di vista economico. E dico il perché.

 

Prego.

Bisogna andare a riprendere parte di quelle risorse che Fornero e Monti hanno tolto al sistema previdenziale - si parla di 80 miliardi nel prossimo decennio. Altri ingredienti della ricetta sono i tagli alla spesa improduttiva, agli sprechi della politica e la razionalizzazione delle municipali, che al momento sono più di 8mila: ne bastano mille. Risparmieremmo diversi miliardi. Infine, è necessario che si agisca in maniera più incisiva in materia di evasione fiscale, che rappresenta l’emergenza più grande del’Italia. Si parla di 180 miliardi di euro: se si riuscisse a recuperali, anche in parte, si avrebbe un gran bel tesoretto da investire in finanziamenti a favore della ripresa e lotta alla disoccupazione.

 

(Fabio Franchini)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
03/10/2014 - legge pensione tutta da riscrivere (Renata Dal Dosso)

in merito alla pensione ho 54 anni con 25 anni di contributi, ho lasciato il lavoro per seguire mamma invalida totale 100% con accompagnamento. l'ho mollato anche per evitare un esaurimento nervoso. ho fatto la somma dell'e/c contributivo sulla mia pagina INPS. la somma è 285mila euro.in base alla legge Fornero andrò in pensione nel 2025 a 67 anni.Perchè non posso andare in pensione l'anno prox a 55 anni e godere di questa cifra che a 1000 euro mese durerebbe 25 anni?Però i calcoli inps per la pensione li hanno inventati loro e mi ritroverò con 600 euro tra 11 anni.Io sono una caregiver familiare che è un LAVORO riconosciuto in tutta Europa tranne qui.noi leggendo il giornale facciamo questa domanda ma quelli dove vivono? non è possibile parlare con un politico. Eppure sanno leggere anche loro. PS qualcuno si è accorto che lunedi alla riunione del PD mentra Renzi parlava ad un certo punto ha riso? cercando di non farsi accorgere ma credo che mentre faceva un discorso incomprensibile, stava leggendo il cell, magari avrà anche risposto.A furia di scrivere sulle pagine face dei partiti pd, lega, fi e napolitano qualcuno si degnerà di scrivere qualcosa come risposta? saluti e grz per tutte le notizie che date. un altro PS a quando un controllo sulla situazione di lavoro degli operai expo? gli schiavi sono trattati meglio. la sicurezza ? cè gira osserva e poi tira dritto. renata dal dosso Paderno Dugnano MI

 
02/10/2014 - Commento (Giorgio Corti)

L'intervista mi sembra superficiale. Primo: secondo il sig. Proietti, si dà per acquisito che " il lavoratore va in pensione a 62 anni con il sistema contributivo". Secondo: in nessun caso ci devono essere delle penalizzazioni altrimenti ci sarebbe - a fronte di una fittizia flessibilità - un ulteriore peggioramento delle condizioni rispetto alla riforma Fornero. Ad esempio un lavoratore che con la riforma Fornero va in pensione a 63 anni con 42 anni e 10 mesi di contributi SENZA PENALIZZAZIONI si troverebbe, con l'applicazione delle penalizzazioni, con un maggiore danno economico a vita oppure dovrebbe lavorare - impedendo la possibile assunzione di un lavoratore giovane - almeno fino a 66 anni. Pertanto devono essere esclusi (salvaguardati) tutti i lavoratori che hanno i requisiti, almeno 40 anni di contributi versati e almeno 62 anni, per la pensione anticipata. In caso contrario si crea un'ingiustizia per favorire chi ha 62 anni ma "solo" 35 anni di contributi versati. In sostanza la toppa ( penalizzazioni in nome di una presunta flessibilità ) è peggio del buco (senza penalizzazioni ). Spero di essere stato chiaro. Distinti saluti.