BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2014/ Damiano (Pd): il Governo ha "buttato via" 4 proposte sulla flessibilità

Cesare Damiano Cesare Damiano

La proposta che avevo avanzato personalmente era la cosiddetta “quota 100” per tutti, che prevedeva che ci si potesse ritirare dal lavoro dopo 38 anni di contributi e 62 anni di età, oppure 37 e 63 e così via.

 

Quanto costerebbe allo Stato la cosiddetta “quota 100”?

Non c’è dubbio che comporterebbe un costo. Io però non faccio più i conti, li lascio fare alla Ragioneria dello Stato. Se io propongo “quota 100” con una copertura sulla base dei giochi online la mia idea viene bocciata, mentre se la propone il Governo viene accolta. E lo stesso accade se la copertura proposta riguarda i proventi dalla lotta all’evasione fiscale. Come si vede gli indirizzi della Ragioneria sono mutevoli. 

 

E poi c’erano anche due soluzioni alternative…

Esattamente. La prima era quella della flessibilità, vale a dire che chi ha 35 anni di contributi può accedere alla pensione a partire dai 62 anni. Inoltre c’era l’anticipo pensionistico, che a me non è mai piaciuto, ma che avrebbe consentito alle persone che lo desideravano di avere un anticipo della futura pensione.

 

Anche i tagli alla sanità delle Regioni vadano a colpire soprattutto i pensionati?

Su questo si sono già espressi i governatori, e io mi associo alla loro battaglia.

 

Infine, nei bilanci dell’Inps ci dovrebbe essere maggiore chiarezza nella distinzione tra prestazioni previdenziali e assistenziali?

Questa mancanza di una distinzione tra previdenza e assistenza è una questione antica. In Italia si pagano contributi elevati e le prestazioni sono in equilibrio, anche perché abbiamo attuato riforme rilevanti. È il mescolamento tra previdenza e assistenza che può essere invece problematico.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.