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Lavoro

PENSIONI IL 10 DEL MESE/ La precisazione dell’Inps: riguarderà solo 800mila persone

“No al pagamento il 10 del mese”. È la voce univoca dei segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp contro la norma della Legge di Stabilità che posticipa il versamento delle pensioni

(Infophoto)(Infophoto)

Anche Filippo Taddei, responsabile economico del Partito Democratico, è intervenuto su Twitter (clicca qui per vedere il tweet) per confermare la recente precisazione fatta dall’Inps a seguito delle polemiche per lo spostamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese. "Chi ha doppio assegno Inps-Inpdap (800mila persone) riceve dal 2015 assegno unico 10 del mese. Fino oggi era un assegno il 16 e uno il primo", scrive Taddei. Come già spiegato dall’Istituto nazionale di previdenza dopo le forti critiche da parte dei sindacati, dall’anno prossimo circa 800mila persone riceveranno la doppia pensione Inps-Inpdap il 10 del mese, mentre per gli altri 15 milioni tutto rimarrà come prima.

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale precisa sul pagamento delle pensioni il 10 del mese, secondo la novità introdotta dalla Legge di Stabilità e fortemente criticata dai sindacati. Bene, coloro che si vedranno slittare la data per l’incasso dell’assegno sono quelle 800.000 persone che hanno la doppia pensione Inps-Inpdap. I rimanenti, ben 15 milioni, continueranno a riceverla come ora: il primo del mese se la pensione è Inps, il 16 se Inpdap. A far discutere – e molto – il terzo comma dell’articolo 28 della bozza della Finanziaria 2015 (che aspetta ancora l’approvazione del Colle e della Ragioneria dello Stato, per poi attendere l’ok dall’Europa) che dice: “A decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure ed i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei confronti dei beneficiari di più trattamenti". 

“No al pagamento il 10 del mese”. È la voce univoca dei segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima protestano contro la norma (“inaccettabile”) della Legge di Stabilità che posticipa il versamento delle pensioni dal primo al 10 del mesealt dai pensionati: si tratta, parole loro, di “un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani”. E ancora: “Il Governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. E' semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così". Calcano la mano anche Federconsumatori e Adusbef: “Una misura ingiusta e inaccettabile, che si configura come un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica". “Il danno - affermano le organizzazioni per bocca dei due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – rischia di estendersi all'intera economia: sono infatti gli anziani nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”. E infine: “La vera operazione chiave per creare benefici al sistema economico ed alle condizioni delle famiglie non è ritardare i pagamenti delle pensioni, bensì avviare un serio, responsabile, concreto ed immediato piano straordinario per il lavoro- Solo restituendo reddito, futuro e prospettive ai giovani si potrà ingranare la marcia giusta per uscire dalla crisi”.