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RIFORMA PENSIONI 2014 / Flessibilità, esodati e contributi prigionieri di una “coperta corta”

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La soluzione è che dobbiamo puntare a uno sviluppo sostenibile anche dal punto di vista finanziario, che nasce da una spesa pubblica efficace, da un recupero della sovranità monetaria, dal ristabilire la separazione bancaria per cui le banche devono fare solo credito, valorizzare tutto il nostro patrimonio, investire nell’ambiente e sui giovani, ma non dimenticare mai che quello che noi in genere chiamiamo “condizioni dello sviluppo economico”, cioè l’innovazione e la formazione, sono lo sviluppo economico. L’unica condizione dello sviluppo è il buon funzionamento delle istituzioni. Invece di andare in questa direzione, stiamo togliendo risorse alle istituzioni, e quindi non possiamo pretendere che funzionino meglio.

 

È giusto mettere un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte?

È una misura deflazionistica, come è deflazionistico tagliare i buoni pasto e non assumere nella pubblica amministrazione.

 

E se invece fosse usata per ridurre l’aliquota contributiva per i giovani?

È un concetto di coperta corta. La possiamo tirare di qua o di là, ma ciò che va fatto è alzarsi dal letto e prendere la coperta giusta.

 

(Pietro Vernizzi)

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