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Lavoro

RUMORS/ Confindustria, Cgil, Cisl e Uil verso la "dissoluzione"?

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Diciamo anche, tuttavia, che chi fa i contratti (le federazioni), deve rendere conto a chi fa il modello (le confederazioni). Intanto però, per via di quel modello, le aziende se ne vanno... e per via di un sistema che non riesce più a dialogare (l’unità sindacale è solo una parola), le criticità sono avvertite anche dalla politica. Perché, come si è visto ormai da troppo tempo, ogni qualvolta ci si appresta a un intervento, le battaglie, spesso molto ideologiche, non mancano mai. Da qui il decisionismo di Renzi: inizialmente ha messo all’angolo il sindacato (per colpire la Cgil), ora vuole togliere le aziende partecipate da Confindustria.

Al di là di un nuovo modello contrattuale, la questione vera è se le federazioni hanno ancora bisogno di confederarsi: in Europa, ad esempio, salvo rari casi, esse non sono confederate. Ognuna di loro negozia i contratti cercando di fare il contratto migliore, e non secondo un modello che poi finisce col rivelarsi una “gabbia”.

Voci molto vicine ai vertici delle Confederazioni parlano di momento critico ma di passaggio importante: le confederazioni potrebbero ritrovarsi attorno a un nuovo modello, così come potrebbero sciogliersi; oppure le tre sigle sindacali maggioritarie (Cgil Cisl Uil) potrebbero fondersi in una. Quest’ultima ipotesi, a parere di chi scrive, è la più remota. È chiaro però che si è arrivati a un punto di svolta.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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