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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2014/ "L'operazione verità" che occorre per i pensionati di domani

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Il problema da questo punto di vista è che finché non ci saranno incentivi alla previdenza complementare e un’adeguata informazione sulla situazione pensionistica dei contribuenti che sono entrati nel mondo del lavoro dopo il 1996, temo che l’intero sistema del welfare nazionale nei prossimi anni sia a rischio.

 

Che cosa intende per incentivi?

Per incentivi intendo quantomeno il ripristino della tassazione sui rendimenti dei fondi all’11%. Quest’ultima però va applicata sul “maturato” al momento del riscatto del montante finale, come avviene per tutto il risparmio gestito.

 

In che senso c’è bisogno di un’informazione da parte del governo?

Occorre una “operazione verità” da parte del consiglio dei ministri per quanto riguarda i futuri tassi di sostituzione cioè le pensioni future dei giovani. Ciò di cui c’è bisogno in altre parole è un documento che serva per prevedere i redditi da pensionato.

 

Che cosa accadrà alle future pensioni?

Secondo i dati del governo, le future pensioni in rapporto all’ultima retribuzione, cioè ai tassi di sostituzione, paiono più che buoni. Si va dal 73 al 79% per i dipendenti, mentre per i lavoratori autonomi la forbice è tra il 64 il 71% per i lavoratori autonomi. Ma le proiezioni considerano uno sviluppo del Pil reale dell’1,57%, un’inflazione del 2% e una crescita delle retribuzioni individuali reali dell’1,51% (con produttività pari al +1,53% annuo)

 

Qual è la vera causa del problema?

Tutti i parametri sono cresciuti molto meno delle previsioni e la produttività è stata addirittura negativa. Nel periodo dal 2008, anno d’inizio della grande crisi economica alla fine del 2014 avremmo dovuto avere una crescita del PIL reale pari all’11%. Invece la rivalutazione in termini reali dei montanti contributivi è stata pari al – 4,5%. E così in termini di rivalutazione dei contributi versati siamo sotto di circa il -16%.

 

(Pietro Vernizzi)

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