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SPILLO/ Così Renzi "regala" una vittoria ai sindacati (e si gioca le elezioni)

Maurizio Landini (Infophoto) Maurizio Landini (Infophoto)

Le aspettative non restano tradite: quasi un milione di persone in piazza il 25 ottobre, circa 100 mila l’8 novembre. La Fiom, privata della scena dalla Cgil sull’articolo 18, conduce contro il Governo la battaglia dell’Ast di Terni, sceglie la linea dura, prende le manganellate e raccoglie consenso. E cosi, a ben vedere, i sindacati confederali si strappano di dosso la veste di “superstiti” dell’età barocca del Paese; la Fiom si impone al Governo come un sindacato fortemente antagonista.

Il quarto atto, o meglio il finale?

Quello che si può immaginare è questo. L’articolo 18 perirà per mano del Governo (ma a metà), il clima rovente porterà a elezioni anticipate, Renzi dovrà affrontarle contro confederazioni sindacali più forti, una Fiom accanita e quindi, per dirla con una parola sola, i lavoratori. Ma soprattutto, con buona probabilità, contro un avversario molto più pericoloso di Grillo nell’arena politica: Landini.

È proprio vero allora: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. 

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