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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2014/ Retributivo e pensioni d'oro, ecco i "calcoli" che possono cancellare i privilegi

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Quello che si può fare è individuare un’età ideale in cui le diverse generazioni dovrebbero andare in pensione. Bisogna quindi fare in modo che le pensioni che queste persone stanno effettivamente ricevendo dopo essere andate in pensione a un’età più vantaggiosa tengano conto sia di quanto stanno effettivamente percependo sia dell’assegno che avrebbero ricevuto se si fossero ritirate dal lavoro a un’età più congrua. Da quest’equazione finanziaria derivano delle percentuali di abbattimento delle pensioni a oggi in erogazione.

 

Di recente l’ex segretario Uil, Luigi Angeletti, ha ammesso che ai tempi della riforma Dini fu un errore lasciare in piedi il sistema retributivo…

Il motivo è che ci siamo accorti troppo tardi del fatto che il sistema era troppo generoso. Anche quando è stata approvata la riforma Dini, non si aveva ancora piena consapevolezza della dimensione del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e della caduta della crescita economica.

 

Siamo ancora in tempo per rimediare agli errori del passato?

Oggi con il senno di poi è possibile individuare in modo equilibrato quali sarebbero dovute essere le scelte migliori per le finestre di pensionamento negli anni passati, e quindi introdurre delle percentuali di correzione per le pensioni in erogazione. Non quindi di quelle che verranno dal 2015, ma di tutte quelle in erogazione. Ciò facendo salvo un livello minimo di pensione al di sotto delle quali nessuno può scendere, perché altrimenti si rischia l’incapienza, e magari evitando di applicare in senso elettorale queste correzioni al ribasso.

 

(Pietro Vernizzi)

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