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DIETRO LE QUINTE/ Dalla Cisl una "spinta" a Renzi contro Cgil e Confindustria

Annamaria Furlan (Infophoto) Annamaria Furlan (Infophoto)

La questione evidentemente si sta facendo molto calda, si sta spostando da tavoli tecnici al tavolo “politico” del Sindacato, cioè al tavolo che vede coinvolte le Segreterie generali e quindi i vari Squinzi, Camusso, Furlan e Angeletti. È a questo livello che se ci sono tensioni esploderanno. E le tensioni non mancano. Fondamentalmente in discussione c’è il livello di derogabilità che la contrattazione può accogliere: è chiaro che Cisl e Uil spingono per un maggior decentramento e per una maggiore derogabilità, ovvero per più contrattazione aziendale. Diversa è la posizione di Confindustria e Cgil. Ma le stesse organizzazioni al loro interno non sono così coese.

È chiaro che la contrattazione collettiva nazionale, in un Paese dove il 98% del tessuto produttivo è composto da Pmi, non perderà la sua funzione; la contrattazione aziendale o di secondo livello non si sostituirà mai alla contrattazione nazionale. Il Ccnl continuerà a risolvere molti problemi in particolare alla piccola impresa, che lo prende già “impacchettato” e lo applica. Certamente più il contesto produttivo è complesso e più la contrattazione aziendale si fa possibilità interessante: essa infatti può recepire flessibilità.

Ma il punto è proprio questo: fino a che punto la contrattazione aziendale può derogare e farsi flessibile?Sicuramente prevarrà nel tempo una linea in base alla quale la contrattazione aziendale sarà più facilitata. È la linea per cui spinge anche il Governo, da qui - anche - le strategie di Renzi di “colpire” Confindustria e Cgil. Questa linea più “politica” della Cisl, che può cambiare gli equilibri del mondo sindacale e le stesse relazioni industriali, è anche uno dei motivi per cui Bonanni è uscito di scena...

 

In collaborazione con www.think-in.it

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