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RIFORMA PENSIONI 2014/ Proietti (Uil): coefficienti e previdenza complementare, ecco come "sistemare" il sistema contributivo

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Dobbiamo sempre ricordare che il Tfr è un salario differito, e quindi è già nella disponibilità dei lavoratori. Nel 2007 fu fatta la scelta a favore della previdenza complementare, e a nostro modo di vedere bisognava incentivare e rafforzare questa scelta. Invece il governo ha fatto un ulteriore danno, aumentando la tassazione sui rendimenti della previdenza complementare e fornendo così un ulteriore segnale di indebolimento del sistema.

 

Davvero le pensioni sono a rischio come dice Bankitalia?

No, le pensioni non sono a rischio. Sul tema pensionistico pubblico, che dopo tutti gli interventi di questi anni era pienamente sostenibile dal punto di vista economico, anzi i provvedimenti Fornero hanno fatto cassa sul sistema previdenziale. La Uil chiede quindi che una parte di quelle risorse vada rimessa dentro al sistema. Il bilancio pubblico con il sistema contributivo è in sicurezza.

 

Qual è allora il problema?

Il problema è che il sistema contributivo fornisce una prestazione pensionistica inferiore a quella retributiva. Soprattutto in una fase in cui per le nuove generazioni c’è una discontinuità per quanto riguarda i rapporti di lavoro. Se fossimo in presenza di rapporti di lavoro continui per 40 anni noi avremmo una buona prestazione pensionistica anche da parte del pilastro pubblico. A fianco a questo era stato individuato il secondo pilastro, la previdenza complementare, che doveva completare l’assegno pensionistico e dare un futuro sereno soprattutto alle nuove generazioni.

 

(Pietro Vernizzi)

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