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CONSIGLI NON RICHIESTI/ I "sentimenti" che fanno bene al lavoro

La costruzione e il mantenimento di elevati livelli di fiducia richiedono la capacità di lavorare sugli affetti e sui sentimenti. FRANCESCO SANSONE ci spiega perché e in che modo

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La costruzione e il mantenimento di elevati livelli di fiducia richiedono la capacità di lavorare sugli affetti e sui sentimenti: in questo caso la leadership può considerarsi una sfida più emotiva che intellettuale. Il vero obiettivo della leadership è di fatto la capacità di creare un ambiente emotivo in cui le persone si sentano valorizzate, soddisfatte e sicure.

Una leadership fondata sulla fiducia è caratterizzata da risolutezza: essere determinati e precisi nel definire obiettivi, regole per raggiungerli e scadenze, non lasciare nulla al caso. Si può facilmente intuire che la mancanza di risolutezza possa avere come conseguenza incertezza, esitazione, dubbio, risentimento e, spesso, possa coincidere con la perdita di tempo e la dispersione delle energie. Ci vuole anche dedizione, l’intenzione di non porre condizioni, ovvero limitare al minimo i “se” e i “ma” nascosti. Questo significa impegnarsi nel compito di portare a termine gli impegni assunti senza esitazione, ma significa anche che, in presenza di ostacoli al raggiungimento degli obiettivi prefissati, il comportamento più corretto è quello di comunicarli immediatamente, così da non creare quello che gli autori chiamano il “falso impegno”.

Un’ altra caratteristica è la trasparenza: quando le persone comunicano in modo diretto e aperto, l’organizzazione può evitare o minimizzare alcuni dei più comuni problemi di comunicazione. La trasparenza nella comunicazione equivale alla disposizione a non parlare alle spalle degli altri, a non alimentare il pettegolezzo e a ridimensionare il sospetto. Sul fronte dell’ascolto, è auspicabile una sensibilità diffusa e un’attenzione puntuale anche per i “segnali deboli”. In special modo alla leadership è richiesto di ascoltare tutte le idee, alimentando la propositività dei singoli e dei gruppi: la leadership basata sulla fiducia è quella che incoraggia i collaboratori a esprimersi, alimento un dialogo attivo e sa raccogliere gli stimoli offerti.

Non può mancare la rapidità, caratteristica che fa riferimento alla tendenza ad affrontare senza indugi e in modo esaustivo le questioni critiche irrisolte. Per poterlo fare in modo efficace è necessario saper identificare le questioni lasciate in sospeso e fare il possibile perché vengano prese in carico. Ma ci vuole anche reciprocità: per costruire e consolidare la fiducia è fondamentale trattare gli altri esattamente come si vorrebbe essere trattati. Alla base di questo insieme di azioni vi è una forma di rispetto che implica tolleranza delle posizioni e delle idee altrui. Indispensabile è la responsabilità: se da un lato la fiducia implica condivisione e sostegno reciproco, dall’altro richiede anche che le responsabilità di ciascuno siano estremamente chiare e assunte in prima persona.