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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2014/ Contributivo e retributivo, le disparità che (non) si possono cancellare

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Sul contributo di solidarietà è già intervenuta la Consulta affermando che è incostituzionale. Mettere un tetto solo sulle pensioni retributive mi sembra inoltre discriminatorio. È vero che a parità di condizioni le pensioni più alte sono quelle retributive, ma si tratta comunque di una scelta che potrebbe porre dei problemi dal punto di vista giuridico. Sarebbe meglio fare riferimento solo all’entità della pensione: a quel punto è chiaro che ci rientrerebbero quasi esclusivamente le pensioni retributive e la discriminazione sarebbe eliminata.

 

Chi ha una pensione contributiva però l’ha pagata totalmente di tasca propria durante la sua vita lavorativa, mentre chi ha una pensione retributiva no…

Non è così, nessuno paga di tasca propria la sua pensione. Sia quelle contributive che quelle retributive sono finanziate con un sistema a ripartizione. I contributi pagati durante la vita lavorativa servono per le pensioni nel periodo stesso in cui è pagato il contributo. Dal Dopoguerra, indipendentemente dal sistema contributivo o retributivo, la previdenza sta in piedi grazie all’equilibrio tra i soldi che entrano con le contribuzioni e quelli che escono. Va sfatato definitivamente il mito secondo cui con i contributi si paga la propria pensione. Con i contributi si pagano le pensioni di altri, e si costituiscono delle posizioni giuridiche che saranno poi valutate con la disciplina vigente al momento di ritirarsi dal lavoro. Da questo punto di vista non c’è differenza tra sistema retributivo e sistema contributivo.

 

(Pietro Vernizzi)

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